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Comunicati e dichiarazioni

12.02.2010. Carcere e Hiv: «Caro Fazio, cominciamo a discuterne». Leopoldo Grosso scrive al ministro della Salute

Dopo i rilievi della Lega italiana Lotta all'Aids (Lila) al ministro della Salute Ferruccio Fazio, Leopoldo Grosso (vicepresidente del Gruppo Abele e membro della Consulta degli esperti presso il dipartimento politiche antidroga) scrive al ministro «Ciò che chiede la Lila è che di tali problemi si cominci almeno a discutere in termini fattivi e orientati alla situazione» (pubblicato l'11 febbraio 2010)

Al Ministro della Salute, Professor Ferruccio Fazio
A proposito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro della Salute, è doveroso da parte nostra fare alcune precisazioni. E' noto a tutti quali siano i problemi sanitari in carcere tra cui l'alta prevalenza
di infezioni da Hiv ed epatiti.
Ciò che chiede la Lila è che di tali problemi si cominci almeno a discutere in termini fattivi ed orientati alla situazione. E' bene precisare che non sono problemi che riguardano l'emergenza. Sono
invece costitutivi di una condizione carceraria oggi particolarmente deteriorata dalla situazione di sovraffollamento che si è venuta a creare in tutte le case circondariali. La maggior parte della documentazione internazionale ed europea al riguardo (Oms, Emccda,
Unione Europea...), segnala la problematica della salute e delle infezioni come una priorità dell'intervento in carcere, la cui pena priva i detenuti del diritto alla libertà ma non di tutti gli altri diritti in quanto persone.
La disponibilità di presidi sanitari che tutelino dalle infezioni è già pratica comune di molte esperienze europee. Tale documentazione è anche rinvenibile sul portale informativo Droganews.
Gli studi che sottolineano l'importanza di tutte le misure che limitano e contengono la diffusione delle infezioni in carcere sono ormai ampi ed univoci. Ed è sulla base di tali studi che vorremmo si
potesse discutere a tutto campo sugli interventi di prevenzione secondaria e terziaria all'interno degli istituti di pena.
Nel contingente l'attuale situazione delle carceri è resa ancora più drammatica in regime di sovraffollamento, dal passaggio in atto della gestione dello stato di salute dei detenuti dalla medicina penitenziaria al Sistema Sanitario Nazionale.
Le difficoltà di tale passaggio, tuttora alla ricerca di un impianto organizzativo soddisfacente,rischiano di soffocare l'uguale diritto alla salute di cui sono titolari tutte le persone.

Leopoldo Grosso
Vice Presidente associazione Gruppo Abele
membro della Consulta degli esperti presso il Dipartimento Politiche Antidroga

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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