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Comunità per mamme e bambini in difficoltà

Dal 1993 all'inizio del 2009 la Comunità madre-bambino ha accolto donne tossicodipendenti con i propri bambini con l'intento di accompagnare ad un affrancamento dalla dipendenza e ad una riflessione su una genitorialità "sufficientemente buona".
Negli ultimi tempi ha visto aumentare le richieste di inserimento per situazioni che rimandano a problematiche di vulnerabilità e violenza di genere tanto da ridefinire proprio progetto e le caratteristiche del proprio intervento al fine di rispondere ai nuovi bisogni, alle esigenze delle donne che si rivolgono a noi con una richiesta di aiuto per sé e per i loro bambini.
La comunità ha, quindi,  modificato il proprio titolo autorizzativo (Delibera n. 118 del 14 febbraio 2011 - Commissione di Vigilanza ASL TO4)  da ente ausiliario a comunità madre-bambino secondo quanto previsto dalla D.G.R. n. 41/2004. 
 
La nuova comunità madre bambino accoglie donne italiane e straniere, gestanti e/o con bimbi, vittime di maltrattamento e abuso o che vivono condizioni di disagio e vulnerabilità sociale.
La ricettività della struttura è di 6 nuclei madre—bambino con un massimo totale di 16 persone compresi i bambini 0-3 anni. 
 
Il nuovo progetto definisce la comunità come  luogo di protezione,  osservazione e supporto alla funzione genitoriale, soprattutto per quelle situazioni che sono poco chiare ma che presentano un'altra problematicità che ricade sulla salute psico-fisica dei bambini. Il lavoro della comunità si sofferma sulla presa in carico del "trauma" che va ascoltato e a cui va dato significato; sull'osservazione e il supporto delle capacità genitoriali; sull'osservazione e "diagnosi" del disagio dell'adulto e del bambino. 
 
La comunità con il supporto degli educatori  e di psicoterapeuti si pone l'obiettivo di:
- aiutare la donna a rielaborare la propria storia personale e la propria sofferenza perché possa ripensare ad un'alternativa di vita;
- valorizzare il ruolo genitoriale della donna affinché possa prendersi cura del proprio bambino in maniera "sufficientemente buona" garantendogli una crescita armonica e serena;
- aiutare il bambino a esprimere le proprie emozioni e a sviluppare le condizioni per continuare nel modo più sereno possibile la propria crescita;
- offrire alla coppia madre-bambino la possibilità di ricostruire e sperimentare la relazione affettiva
- supportare il reinserimento sociale e lavorativo
 
La presa in carico della comunità si definisce terapeutica perché nei casi di maltrattamento e di abuso nei confronti di adulti e di bambini, l'intervento che si mette in campo è articolato e include anche il supporto di psicoterapeuti. L'intervento terapeutico con i minori e le donne  prevede, infatti,  la realizzazione di attività specifiche come il lavoro sulla genitorialità, sulle relazioni affettive,  l'attività psicomotoria  madre-bambino,  l'ippoterapia.
 
La comunità offre la possibilità dell'inserimento in pronto intervento dato che la maggior parte delle situazioni presentano caratteristica di urgenza.

La comunità per donne e bambini vittime di violenza è il fulcro attorno al quale ruota un progetto organico e flessibile che ha come oggetto le mamme e i loro figli ma che lavora anche con la famiglia d'origine rispetto alla quale spesso è utile rileggere le relazioni e rafforzare i legami. Un intervento ampio che comprende, oltre alla comunità mamma-bambino, anche la possibilità di un  intervento domiciliare,  e un alloggio di autonomia  per quelle situazioni che non necessitano di un intervento educativo elevato o per chi, giunto alla fine del percorso in comunità, è in grado di mettere alla prova la propria autonomia.
In questi casi il nostro lavoro punta a favorire nelle donne l'assunzione di responsabilità, l'autodeterminazione e la capacità di autogestione nella quotidianità, conciliando la gestione della casa con il lavoro, la cura dei figli ed eventuali altri impegni, a favorire la fuoriuscita da situazioni di solitudine e isolamento, a rafforzare la rete sociale e familiare.
 
Per informazioni e richieste di inserimento
Servizio di accoglienza
via Leoncavallo 27  10154 Torino
tel. (+39) 011 2486221
fax (+39) 011 2450401
accoglienza@gruppoabele.org
 

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Per approfondire

La comunità in numeri
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  1. Anche i libri servono

    di Livio Pepino

 
 
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