Il Gruppo Abele si occupa di prostituzione fin da quando, nei primi anni della sua attività, gestiva una comunità-alloggio per ragazze che volevano lasciare la strada. Da allora sono state molte le persone seguite, nella discrezione più assoluta, e con interventi variegati: ragazzi e ragazze tossicodipendenti che si prostituivano per procurarsi la droga, transessuali che non avevano che la strada come unica possibilità per guadagnare i soldi per il cambiamento di sesso, donne straniere che sulla strada hanno contratto l'Aids fino al fenomeno più recente che vede nel traffico di persone, in particolare donne e minori, uno dei traffici criminali più pericolosi e redditizi.
Accanto all'accoglienza in strutture e in famiglie di appoggio, e in seguito, anche in comunità di fuga e alloggi di semi autonomia, il Gruppo Abele ha attivato dal maggio del 2007 una propria Unità di strada, con interventi specifici per prevenire la diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili.
Anche nel progetto Prostituzione e tratta delle persone l'accoglienza si salda con la cultura e l'impegno politico. Molto spazio in questo senso è stato dato all'informazione e alla formazione sul fenomeno, prima con le inchieste dell'agenzia specializzata in temi sociali Aspe, poi attraverso pubblicazioni monotematiche nella collana editoriale del Gruppo Abele Pagine, e con corsi organizzati in ambito regionale e nazionale in collaborazione con il Coordinamento nazionale della Caritas Italiana contro la tratta degli esseri umani.
Accanto a ciò si sono affiancate l'attività di ricerca, realizzata dal Centro di documentazione, su tematiche specifiche (prostituzione e Hiv) e l'impegno politico, che ha visto la presenza del Gruppo Abele al tavolo interministeriale che ha portato all'ideazione e all' approvazione dell'articolo 18 del Testo Unico sull'immigrazione.
Da questi percorsi intrecciati, con l'obiettivo di costruire reti di solidarietà e leggi più adeguate, è maturata la necessità di mantenere contatti continui con reti di giuristi. Nel 2002 è nato dunque lo sportello giuridico InTi, realizzato con l'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) e la Regione Piemonte e che si rivolge ad associazioni ed enti che lavorano su questi temi.
Tra il 2008 e il 2009, il progetto Prostituzione e Tratta delle persone ha organizzato il progetto I.R.I.S., un ciclo di formazione sulla prostituzione e la tratta delle persone, rivolto principalmente alle donne elette in Piemonte ma aperto a tutti i sindaci dei Comuni, alle amministrazioni locali, alle associazioni e ai singoli cittadini. Gli iscritti sono stati oltre 700, suddivisi fra i cinque incontri territoriali (Torino, Novara, Cuneo, Alessandria e Biella) e il seminario finale, dal titolo Prostituzione e tratta delle persone: proposte per non semplificare. L'attenzione al territorio, coinvolgendo e supportando le amministrazioni locali, è proseguito nel tempo. Nel 2010 è stato realizzato il progetto "Tra i due fuochi", rivolto alle Polizie locali della Regione Piemonte
Nel 2010 il Progetto ha sperimentato, rispetto all'accoglienza, una presenza all'interno del centro di identificazione. Rispetto alla formazione ha invece attivato, con Caritas Italiana, un percorso di formazione con stage in struttura per operatori di realtà locali che vogliano attivarsi sul tema della tratta degli esseri umani. Le prime realtà territoriali coinvolte sono state quelle di Cagliari, Crotone, Messina, Palermo, Pescara, Sassari.