Per anni decine di associazioni e Enti locali nel nostro Paese si sono dedicati a sostenere l'integrazione sociale delle molte persone, in particolare donne e minori, vittime del traffico di esseri umani per scopo di sfruttamento sessuale.Il modello di lavoro sviluppato in Italia dalle associazioni e le leggi emanate per combattere le reti criminali hanno dato molti esiti positivi. Tra marzo 2000 e maggio 2007 il complesso degli enti impegnati nel settore sono entrati in contatto con 54.559 persone coinvolte nella prostituzione offrendo ascolto, accompagnamento ai servizi socio-sanitari, consulenza, aiuto e nello stesso periodo hanno realizzato 13.517 programmi art. 18 per le vittime di grave sfruttamento e tratta, 938 dei quali in favore di minori.Tutelare e promuovere i diritti delle vittime ha rappresentato e rappresenta inoltre il più efficace contributo al contrasto delle organizzazioni criminali che ne gestiscono la tratta e lo sfruttamento. L'Italia è il Paese con il numero più alto numero di arresti e processi per reati di tratta e correlati. Un dato che potrebbe essere ulteriormente incrementato.Purtroppo dobbiamo denunciare che le pratiche repressive attuate da molte amministrazioni comunali stanno precarizzando seriamente il lavoro delle Unità di Strada, e soprattutto si registrano casi di abusi e violenze istituzionali, alcuni riportati anche dai media.Non vi è dubbio che la situazione che si venuta a creare sia di grande pericolo per l'incolumità delle persone che si prostituiscono e soprattutto per le vittime dei trafficanti che non possono trovare alternative e non hanno più fiducia verso le forze di polizia. Infatti sempre più spesso alla vista dei lampeggianti fuggono spaventate anche mettendo a rischio la propria vita come è successo a Bari.Non è vero che per chi è vittima non si procede con le multe, le osservazioni fatte ci dimostrano che si multano 1 cliente a fronte di 10 prostitute (in maggioranza rumene). Figuriamoci se queste chiederanno aiuto ai poliziotti e/o denunceranno i soli "amici" fedeli che hanno: gli sfruttatori/traficanti.Quelle messe in atto in questi ultimi mesi non sono politiche di contrasto della prostituzione, ma "d'ordine" e di controllo delle migrazioni clandestine. Sottolineamo il fallimento delle misure di tutela delle persone sfruttate e la violazione dei loro Diritti Umani.
Un comunicato del Comitato per i Diritti civili delle Prostitute in occasione del 18 Ottobre, secondo giorno europeo di Lotta al traffico di esseri umani.
Un documento prodotto da associazioni ed enti che lavorano su prostituzione e tratta delle persone, tra cui il Gruppo Abele, contenente idee e proposte, è stato inviato alle istituzioni competenti.
La presa di posizione di Luigi Ciotti e del Gruppo Abele: "no, si affosserebbe la lotta alla tratta degli esseri umani e si riempirebbero i Cpt di persone che con la delinquenza non hanno niente a che fare".
Il Gruppo Abele esprime, attraverso una "lettera-documento", la sua posizione in merito al dibattito in corso sul tema della prostituzione.