Con questo servizio da quindici anni il Gruppo Abele promuove un modo diverso di guardare ai conflitti che non hanno (o hanno bassa) rilevanza penale ma forte rilevanza sociale nei quartieri e nelle strade: dalle liti di condominio alle dinamiche innescate fra vittime e autori di reato in caso di borseggi o litigi nelle vie. Conflitti che da esperienze soltanto negative possono diventare un'opportunitā di miglioramento delle relazioni. Troppo spesso, infatti, il conflitto porta le parti coinvolte a passare alle vie di fatto oppure a evitarlo per non compromettere equilibri fragili. Non č sempre facile gestirsi da soli tutti gli aspetti umani che porta in luce: quando non si riesce la tentazione č fare come se non esistesse o cercare di eliminarlo subito. E' dunque fondamentale aiutare le parti a gestire i conflitti senza eluderli o annullarli, senza sostituirsi ad esse, ma restituendo loro la responsabilitā della gestione aiutandole ad attivare o riattivare la comunicazione. Un processo che ha una ricaduta importante sul piano della percezione della sicurezza e del contenimento della conflittualita' nei quartieri.
Per evitare l'escalation verso la violenza nel tempo si sono elaborate diverse modalitā che prevedono l'intervento di un terzo. Quella tradizionale attribuisce al terzo - giudice - il compito di risolvere ed eliminarlo prendendo una decisione a prescindere dalla soddisfazione che le parti potranno avere da questa. La nuova cultura, di matrice anglosassone, attribuisce al terzo - che ha un ruolo di facilitatore - il compito di aiutare le parti a gestire il conflitto restituendo loro la responsabilitā, ma anche la possibilitā di trovare una eventuale soluzione condivisa. E' questa la filosofia della Casa dei conflitti, che opera secondo le seguenti linee di intervento:
- Predisposizione di corsi di formazione per operatori sociali e sanitari, forze dell'ordine e operatori della giustizia per conoscere e sperimentare modalitā alternative di gestione dei conflitti utili per la loro attivitā.
- Percorsi formativi in ambito educativo con studenti, genitori e insegnanti destinanti diffondere una nuova cultura sul tema dei conflitti nonchč a fornire nuovi strumenti cognitivi e relazionali per la gestione dei medesimi in ambito educativo;
- Realizzazione una rete di accoglienza, aiuto e sostegno psicologico per riparare i danni che ricadono sulle vittime di reati o conflitti;
- Apertura di Spazi di intesa, il nostro centro per la gestione dei conflitti
- Apertura di altri centri di gestione dei conflitti in quartieri periferici o comunitā locali (č attualmente attivo il Centro di Gestione dei Conflitti - "Pinerolo e dintorni" presso CISS Pinerolo - Via Montebello 39, info. 3661994154).
La Casa dei conflitti collabora inoltre con enti pubblici e forze dell'ordine nell'ambito di progetti di sicurezza integrata che hanno l'obiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini attraverso un collegamento operativo tra chi controlla e chi gestisce il territorio. In questi casi ci occupiamo di mettere in rete e formare alla mediazione gli operatori e di realizzare direttamente interventi sui conflitti di comunitā legati all'alcol, alla prostituzione, ai rumori molesti, anche con l' apertura di sportelli di accoglienza.
Casa dei conflitti
Accoglienza
via Leoncavallo, 27 10125 Torino
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Formazione
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