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Meeting Onu su Hiv/Aids: solo belle parole?

Si è chiuso a New York l'11 giugno il Meeting di alto livello dell'Onu sulle politiche di contrasto all'Hiv/Aids.
Quattro gli obbiettivi d'azione individuati dalle delegazioni partecipanti, da raggiungere entro il 2015: dimezzare la trasmissione per via sessuale dell'Hiv; dimezzare la trasmissione dell'Hiv tra le persone che si iniettano droghe; garantire che nessun bambino nasca sieropositivo e portare a 15 milioni il numero delle persone in trattamento antiretrovirale (oggi a beneficiarne sono meno della metà).
Il Forum della società civile italiana per la lotta all'Hiv/Aids - che all'apertura del Meeting aveva denunciato l'esclusione delle associazioni dalla delegazione italiana - commenta così gli esiti dell'incontro: «tante belle parole ma zero fatti». Sebbene infatti gli obbiettivi fissati siano importanti e condivisibili, la loro realizzazione appare quanto mai difficile se si considera la situazione attuale: le risorse destinate all'assistenza internazionale per la lotta contro l'Aids sono drasticamente calate in questi ultimi anni, nonostante la maggior parte dei Paesi più duramente colpiti dalla pandemia dipenda ancora largamente dagli aiuti esteri.
Entro 4 anni, in base agli impegni assunti dagli stati, il "deficit finanziario" dei fondi necessari a combattere l'Aids - circa 6 miliardi di dollari l'anno secondo l'Unaids - dovrà essere colmato, ma questa previsione sembra poco credibile. Basti pensare al comportamento proprio del nostro Paese, che da un lato ha sottolineato, nella sua relazione al Meeting, la funzione fondamentale del Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria; dall'altro, come fa notare il Forum, è dal 2009 che a quello stesso Fondo non versa la propria quota annuale (per un ammanco di 280 milioni di Euro). «Con la cifra dovuta dall'Italia - quantifica il comunicato del Forum - secondo lo stesso Fondo Globale, si potrebbero fornire farmaci salvavita a oltre 100mila persone che vivono con l'Hiv, o 284mila persone con tubercolosi, o fornire 8 milioni di zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria.»
Una delle poche note positive sembra allora essere la rinuncia a cancellare dal documento finale della conferenza la definizione di "riduzione del danno", una dicitura adottata da sempre  dagli organismi delle Nazioni Unite. La richiesta di abolirla, avanzata in un primo tempo dal Dipartimento per le politiche antidroga italiano e osteggiata dalle associazioni di lotta all'Aids nazionali e internazionali, è stata in seguito ritirata anche grazie alla mediazione del nostro Ministero degli Esteri.
 

(T.C.)

 
 
 
 
 
 

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