Verso la fine del 1968 avviene un'importante trasformazione: Gioventù Impegnata decide di cambiare nome. Il nome verso cui i orientano i giovani volontari è "Gruppo Abele", traendo spunto da un servizio televisivo di Sergio Zavoli intitolato I giardini di Abele, in cui si parla della prima esperienza di apertura dei manicomi avvenuta a Gorizia. Sentendosi veramente coinvolto e responsabile nei confronti di coloro che sono emarginati, il Gruppo si propone di "capovolgere" l'atteggiamento indifferente ed egoistico esemplificato nella Bibbia da Caino (Bibbia Genesi 4, 1-16), atteggiamento che "rimane alla base di quasi tutti i rapporti tra le persone in una società che esalta sempre l'individualismo e la ricerca del proprio tornaconto"*
* G. Croce, Il Gruppo "Abele" Torino. Analisi e significato, Tesi di Laurea, Vol. II, Università Salesiana, Roma 1977, p. 316.