Don Luigi Ciotti e il Gruppo Abele sottoscrivono l'appello in sostegno della protesta di Marco Pannella e del parito Radicale per chiedere a Governo e Parlamento di ripristinare la legalità dentro le carceri, affrontando il grave problema del sovraffollamento e garantendo il rispetto dei diritti delle persone detenute. Riportiamo il testo dell'appello.
Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di sciopero della fame, al digiuno totale della fame e della sete, per richiamare l'attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l'urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza del sovraffollamento delle carceri; il silenzio dell'informazione e l'assenza di ogni confronto democratico su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative.
Le proposte di Marco Pannella si possono condividere e non condividere, si può ritenere sproporzionato mettere a rischio la propria vita su tali questioni ma non si può negare che esse corrispondano ad urgenze obiettive della Repubblica e dell'intera società. La crisi della giustizia e la situazione inumana delle carceri pongono in grave pericolo l'esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d'Europa e con le sue sentenze la Corte europea dei diritti dell'uomo. La disinformazione e l'assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate di questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia.
E' urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio. E' urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento aprano un dibattito, per accogliere o respingere le proposte di Pannella o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere i problemi e e non di rinviarli e aggravarli. E' urgente che la stampa e in particolare il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.
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