10 mila chili di pesche raccolte nei frutteti del Piemonte sono state donate da Coldiretti questa mattina alle associazioni del Torinese che si occupano degli "ultimi". A consegnarle, dopo una conferenza stampa in piazza San Carlo, a Torino, sono stati i produttori stessi, che con i furgoni messi a disposizione del consorzio degli agricoltori piemontesi, hanno raggiunto le comunità e le sedi dei gruppi di solidarietà aderenti all'iniziativa: Gruppo Abele, Banco Alimentare del Piemonte, Sermig e Mensa dei Francescani.

Un'azione dimostrativa, quella di Coldiretti, che quest'anno denuncia così gli sprechi causati dal sistema commerciale e distributivo dei prodotti ortofrutticoli, che in Italia come in tutta Europa: "Abbiamo scelto una nuova strada per evidenziare un problema che assilla le nostre imprese frutticole - ha spiegato Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Piemonte -. Accanto alla denuncia all'opinione pubblica del basso prezzo delle pesche in campo, alla loro distruzione e successivo interramento, abbiamo preferito donarle a chi si occupa delle persone socialmente ed economicamente più fragili".
Una pesca che ha un doppio gusto. Quello della solidarietà e quello della giustizia, come ha ricordato il presidente del Gruppo Abele don Luigi Ciotti: "Regalare a chi ne ha bisogno ciò che altrimenti andrebbe sprecato è un gesto dal doppio valore, reale e simbolico. Una risposta a quelle povertà e disugaglianze che è compito di ognuno di noi contribuire a superare, e insieme alla miopia di un sistema economico che, accecato dai profitti, non sa più vedere i diritti e i bisogni delle persone. Sono pesche che nutrono il corpo e la coscienza, la voglia d'impegno di chi le dona e le riceve".
(Manuela Battista)
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