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Primo piano

la chiesa di San Rocco a Gioiosa Ionica

Vicini a don Campisano, vittima di intimidazioni in Calabria

Ancora un'aggressione, in questa estate già segnata da altri episodi di intimidazione contro chi si batte per la legalità e la responsabilità nella bella ma difficile terra di Calabria. Questa volta a subire un attacco da probabile mano mafiosa è stato don Giuseppe Campisano, parroco della chiesa di San Rocco a Gioiosa Ionica, che ha trovato la sua auto danneggiata da colpi di fucile. Le cosche locali non hanno evidentemente gradito la determinazione di don Giuseppe nel denunciare il potere della 'ndrangheta nella Locride e le mille complicità di cui gode. Né la sua idea di trasformare la tradizionale processione di San Rocco, molto sentita dalla popolazione, in un momento di testimonianza anche civile, di presa di coscienza e impegno contro ogni forma di violenza, illegalità e malaffare. Nei giorni precedenti la festa religiosa, infatti, che si è svolta domenica 28 agosto, i cittadini di Gioiosa avevano partecipato numerosi agli incontri organizzati sul sagrato della chiesa con esponenti delle istituzioni, della magistratura e del mondo della associazioni impegnati nel contrasto a quella che lo stesso parroco ha definito «la peggiore piaga della Calabria».
Attraverso segnali del genere le organizzazioni criminali puntano a scoraggiare e isolare le persone come don Campisano. In questo come in altri casi però, la reazione della parte sana del territorio non ha tardato: diversi i messaggi di una solidarietà che vuole e deve essere specchio di sempre maggiore corresponsabilità, del desiderio di tante realtà e persone di essere vicine al parroco di Gioiosa Ionica non solo a parole ma nei fatti, nella coerenza delle scelte quotidiane.

(CM)

 
 
 
 
 
 
 

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