Nel 1997 abbiamo dato vita a un primo progetto di umanizzazione della condizione carceraria in Burkina Faso, per ampliarlo, negli anni immediatamente successivi, ad altri paesi del Sahel, in particolare Mali e Senegal. Condizioni igienico sanitarie inimmaginabili, come la mancanza di cibo, acqua, spazio fisico, e l'assenza di qualsiasi tipo di attività lavorativa costringono i detenuti all'inattività più completa, e ne determinano la morte sociale, quando non fisica.
Le fattorie. Nel 2000 è iniziata la formazione agro-pastorale all'interno del progetto delle fattorie penitenziarie, centri agricoli nei quali ai detenuti che ne fanno richiesta - il residuo di pena dev'essere inferiore a un anno - è fornita una formazione specifica in agricoltura e allevamento. Le fattorie penitenziarie sono state dotate di macchinari e impianti per renderle operative: trattori, motopompe, impianti di irrigazione, materiale agricolo, e dispongono di ampi terreni coltivabili. In contesti lontani dalla città e dalle costrizioni tipiche della struttura penitenziaria, i detenuti e gli operatori carcerari seguono cicli di formazione sulle tecniche di allevamento bovino e avicolo, preparazione del suolo e ciclo delle semine, rotazione dei campi coltivati per consentire la messa a riposo dei terreni. A oggi il Gruppo Abele continua a sostenere le associazioni locali nel progetto della fattoria penitenziaria di Sebikotane. Nata come progetto pilota nel 2005 dalla collaborazione tra l'amministrazione penitenziaria, l'associazione CI-BITi Air Libre e l'associazione Gruppo Abele, rappresenta, a oggi, il centro di riferimento per la formazione agricola dei detenuti di tutto il Senegal. Dalla nascita del progetto sono circa cinquecento le persone che hanno potuto usufruire della formazione tecnica in agricoltura e allevamento bovino e avicolo. Questo percorso specialistico ha permesso a molti di loro, una volta usciti dal carcere, di trovare lavoro nelle aziende agricole situate nella periferia di Dakar.
Viste le risorse ambientali e la grande disponibilità di terreno coltivabile le fattorie penitenziarie costituiscono uno strumento per raggiungere diversi obiettivi contemporaneamente: migliorare le condizioni di vita del carcerato, vendere l'eccesso produttivo per favorire la sostenibilità del progetto, fornire una professionalità ai carcerati da utilizzare una volta tornati liberi.
I nostri partner:
Regione Piemonte
Associazione CI-BITi Air Libre
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