Con Mamma più il Gruppo Abele, in collaborazione con l'azienda ospedaliera O.I.R.M. Sant'Anna, si rivolge alle donne sieropositive in gravidanza, alle mamme sieropositive e ai loro bambini che vivono difficoltà di relazione o condizioni di disagio sociale con l'obiettivo di tutelarne la salute psicofisica. Il progetto punta a sostenere la maternità in un contesto spesso appesantito da forme di isolamento sociale come quello che vede presente l'infezione da Hiv, la possibilità di malattia e il rischio di trasmissione della mamma al bambino e lavora per fare in modo che alle persone interessate sia garantito non solo un accesso tempestivo ai servizi sanitari ma anche cure appropriate e continue, con particolare attenzione alla riduzione dei ricoveri impropri e dei tempi di degenza di quelli propri.
Salute e non solo
Negli ultimi anni il quadro della diffusione dell'Hiv ha subito cambiamenti di rilievo che ci hanno indotto a ridefinire gli obiettivi del progetto e le linee di intervento previste. Poiché è progressivamente cambiato il tipo di contagio, sono diverse anche le persone che usufruiscono del nostro servizio: prima si trattava soprattutto di donne italiane segnate in vario modo dalla tossicodipendenza (attiva o trascorsa, propria o del partner o di entrambi), mentre oggi sono sempre di più coloro che hanno contratto l'infezione per via sessuale. Per la maggior parte dei casi si tratta di donne di origine straniera (in particolare africana) senza permesso di soggiorno e dunque con difficoltà di accesso ai servizi sociali e sanitari pubblici e problemi di isolamento e marginalità. Infine, di fronte alla significativa evoluzione delle cure farmacologiche che hanno ridotto drasticamente il rischio di trasmissione dell'infezione al bambino, nel tempo è cresciuto il numero delle donne sieropositive che decidono di portare avanti la gravidanza e anche di affrontare, nel tempo, altre maternità
Per non rinunciare a offrire sostegno, seppur parziale, anche alle situazioni più critiche il nostro lavoro si articola su tre livelli: l'intervento strettamente sanitario, essenziale per l'adesione della madre e del figlio al protocollo terapeutico, che prevede oltre agli accompagnamenti da parte dell'educatrice alle visite e ai day hospital, la programmazione di visite domiciliari periodiche della pediatra accompagnata dall'educatrice; l'intervento sanitario e sociale circoscritto, con il quale affianchiamo alla tutela della salute anche un lavoro individuale con la persona sulla base di obiettivi ben definiti da raggiungere; l'intervento complessivo, che parte quando, stabilita una buona relazione per gli operatori diventa possibile lavorare a tutto campo con un sostegno psicologico e relazionale che può anche richiedere l'attivazione di risorse e figure professionali esterne al gruppo di lavoro. In genere il percorso, che è finanziato dalla Regione Piemonte (assessorato alla sanità), si sviluppa fra i dodici e i diciotto mesi e include spesso anche la fase immediatamente successiva alla gravidanza.
Per informazioni
Servizio di accoglienza
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