
Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni, pari all'8% della popolazione totale. Di questi un quinto sono minori. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età questi giovani si vedranno riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza delle loro mamme e dei loro papà è lontano, spesso non ci sono mai stati. Eppure, quei ragazzi e quelle ragazze ad oggi non sono italiani, né lo saranno fino a 18 anni. L'articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell'uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso. Ecco perché oltre venti associazioni, tra le quali anche il Gruppo Abele, Libera e Terra del Fuoco, hanno deciso di mettersi insieme e lavorare per un'Italia più aperta, accogliente e civile. Così è nata la campagna "L'Italia sono anch'io", che sabato 1 ottobre porterà nelle piazze italiane migliaia di banchetti pronti a chiedere a ciascun italiano di fare la propria parte. Come? Con una firma a sostegno di due leggi di iniziativa popolare: la riforma del diritto di cittadinanza per i minori, e il diritto di voto ai lavoratori regolarmente presenti nel nostro Paese da cinque anni. L'obiettivo che i promotori de "L'Italia sono anch'io!" si prefiggono è quello di raggiungere nei prossimi sei mesi le 50.000 firme necessarie per ciascuna delle due proposte di legge. Sul sito della campagna tutte le piazze nelle quali verranno allestiti i banchetti. A Torino sabato si potrà firmare in piazza Castello dalle 9 alle 18.
(Fed.G.)
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