
Mi spiace non essere fisicamente a Milano, ma in qualche modo sento di partecipare lo stesso, insieme a Libera e alle altre numerose realtà e persone che in questi giorni, a Torino, stanno dando vita a un importante momento di studio, riflessione e confronto sul tema del contrasto alle mafie e in particolare delle infiltrazioni mafiose al nord. Un incontro programmato da tempo, che non era possibile rimandare, ma che mi sembra un altro modo per dare voce e progetto alle stesse preoccupazioni che animano la vostra piazza, per alimentare lo stesso vostro impegno.
Per ricucire l'Italia serve un ago, e quell'ago siete voi, siamo noi, anzi è "il noi". Quel "noi" fatto di cittadini, gruppi, associazioni, rappresentanti del mondo della scuola, della cultura e del sindacato che ogni giorno esprimono, con le parole e i fatti, il proprio amore per questo Paese e i suoi "beni comuni", primo fra tutti la democrazia.
Ma per ricucire l'Italia serve anche un filo, e quel filo è la Costituzione. Un filo che lega l'Italia di oggi e di ieri, quella di chi si è battuto per affermare la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale contro l'oppressione della dittatura. Figlia della Resistenza al nazifascismo, la Costituzione ci fornisce tutti gli strumenti necessari a evitare di ricadere in barbarie come quella: i diritti e i doveri, l'equilibrio e l'indipendenza dei poteri, l'unità nazionale accanto alle autonomie locali. Lo strumento principale sta però a ognuno di noi provvederlo. È la responsabilità dei cittadini infatti la vera spina dorsale di ogni democrazia, ciò che le permette di realizzarsi pienamente. Se manca quella responsabilità, quella capacità di trasformare il dettato costituzionale da carte in carne, da ideale condiviso in scelte individuali e comportamenti coerenti, la democrazia resta una scatola vuota, che è facile riempire di false promesse, false illusioni di un benessere fondato non sui diritti ma sul privilegio, non sull'impegno ma sulla sottomissione, non sulla conoscenza ma sull'indifferenza.
Ricucire l'Italia non sarà un lavoro facile: la penisola è bella lunga, e gli strappi nel tessuto sociale, politico ed economico sono ormai tanti e profondi. La giornata di oggi, importantissima, è solo la prima seduta di un "corso di cucito" che tutti dobbiamo sentirci chiamati a proseguire con continuità, e nel quale sarà fondamentale riuscire a coinvolgere il maggior numero di altre persone. Perché solo quando la cruna dell'ago sarà abbastanza ampia riusciremo senza fatica a farci passare il nostro filo. E a dimostrare finalmente di che "stoffa"è fatto questo Paese!
(don Luigi Ciotti)
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