Sono andati distrutti computer, impianti d'irrigazione, suppelllettili. Vetrate frantumate a picconate, con danni per migliaia di euro procurati in poche ore. E' successo venerdì notte a Borgo Sabotino (Latina), nel "Villaggio della Legalità" che era stato confiscato per abusivismo edilizio e affidato a Libera, perché tornasse ad essere un bene di tutti. Un vile atto intimidatorio proprio alla vigilia di un'iniziativa dedicata alla figura di Don Cesare Boschin, prete ucciso a Borgo Montello (pochi chilometri dal villaggio distrutto) per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica del paese. "In quel territorio si respira aria pesante - affermano i referenti di Libera, informati dalla Protezione Civile dell'accaduto - è urgente intervenire, e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa sono un fenomeno assodato e preoccupante." Il Villaggio della Legalità, dove trovano spazio e accoglienza associazioni e gruppi di volontariato e che quest'estate ha ospitato centinaia di volontari provenienti da tutt'Italia per i campi estivi formazione, si estende su un'area di quattro ettari con strutture per centinaia di migliaia di euro, destinate a feste e a ospitare decine e decine di roulotte: "Nessuno può pensare - ha commentato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti - di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto, che insieme con fatica, passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e di giustizia sociale".
Molte le dichiarazioni di solidarietà giunte dal mondo politico e dall'associazionismo. Ma intanto, a Latina, c'è da rimboccarsi le maniche. E ricominciare.
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