È disponibile il nr. 4/2010 della rivista per operatori sociali "Animazione Sociale". Un numero che si occupa di scuola, educare, adolescenti stranieri, contrasto all'esclusione, lavoro nelle baraccopoli, formazione degli operatori... Ecco una presentazione in pillole degli argomenti trattati. Con interviste, approfondimenti e spunti di dibattito.
Una scuola alla ricerca di legittimazione è il titolo dell'intervista con Franca Olivetti Manoukian. I durissimi tagli alla scuola sono il segnale di una crisi di legittimazione di quest'istituzione. Come ricostrire legittimità alla scuola? (pp. 3- 13).
Agire la passione nell'educare è il saggio di Fulvio Poletti. In un'epoca di "passioni tristi" occorre recuperare l'eros nel processo educativo per fare della conoscenza un'avventura avvincente. Quali passioni gioiose rilanciare? (pp. 14-25).
Rispondere all'esclusione sociale con politiche di attivazione degli esclusi. Ma a quali condizioni queste politiche costruiscono cittadinanza? Un viaggio nelle sperimentazioni in atto in diverse città, a cura di Maurizio Ambrosini (pp. 26-35).
Piste di lavoro per una scuola capace ogni giorno di "fare società". Oltre 40 pagine di inchiesta su come la scuola può accompagnare l'integrazione degli adolescenti stranieri. Contributi di Marco Rossi Doria, Flavia Virgilio, Mirca Ognisanti, Roberto Camarlinghi, Francesco d'Angella (pp. 36-76).
Perché e come fare l'educatore nelle baraccopoli cittadine? A partire da questo interrogativo Greta Persico rielabora un'esperienza di lavoro condotta nelle periferie di Milano (pp. 77-86).
Per una formazione partecipata in organizzazioni no profit. Al di là delle retoriche, Michele Marmo si interroga sul valore aggiunto di una formazione partecipata nel no profit (pp. 87-96).
Nella sezione finale, spazio per il dibattito sulla formazione nel lavoro sociale (Italo de Sandre, Alain Goussot), i diari degli operatori (Alberto Panciroli, Elena Buccoliero), i viaggi fra i libri dell'educatore (Raffaella Goattin) e le locande del sociale (Giovanna Del Giudice è andata nel Posto delle Fragole, storica trattoria nell'ex manicomio di Trieste) (pp. 97-112).