Reinnescare passioni dell'agire civile e politico è il titolo dell'intervista a Elena Pulcini. In un tempo di rassegnazione, bloccati tra un individualismo illimitato e un comunitarismo arroccato, su cosa far leva per apprendere ad aver cura del mondo? (pp. 3-13)
Perché proibire il burqa? è il saggio di Paul Dumouchel. Si tratta di uno stimolo alla discussione: da più parti in Europa si tende infatti a legiferare intorno a questioni delicate per i risvolti sociali, etici e politici in gioco. Un articolo coraggioso e critico che mette a nudo i troppi luoghi comuni che spingono a dare per scontata la proibizione del burqa, senza per questo volere mantenere
fermo l'orologio del tempo in un qualche vecchio o nuovo medioevo. (pp. 14-21)
La diversificazione dei percorsi sui temi delle dipendenze chiede un sistema di interventi che facciano perno su diversi di criteri, che vanno dalla prossimità, intesa come impegno di pensare e agire nelle situazioni formulando ipotesi fedeli alle domande emergenti, alla scelta di tenere aperti i canali della comunicazione vincendo la tentazione di punizioni controproducenti, alla salvaguardia dei diritti delle persone. Ne parla Leopoldo Grosso nell'articolo dal titolo Se tutto il lavoro con le «sostanze» chiede prossimità. (pp. 22-31)
Che cosa e come apprendono i genitori è il titolo dell'Inserto del mese: 38 pagine a cura di Laura Formenti, Beppe Pasini, Mara Pirotta, Linden West. Al suo interno un intervento di carattere generale scritto a quattro mani da due studiosi (Linden West e Laura Formenti), e due contributi che descrivono e analizzano pratiche educativo-narrative con giovani genitori in contesti diversi: la conduzione di un gruppo di papà in consultorio (Beppe Pasini), il lavoro riflessivo a domicilio con mamme alle prime armi (Mara Pirotta). (pp. 32-69) Del progetto dell'inserto fa parte anche il contributo di Maria Gaudio (L'attenzione all'apprendere dei genitori) che, per motivi di spazio, abbiamo pubblicato nella rubrica «luoghi&professioni». (pp. 89-99)
I dialoghi tra operatori e persone segnate da difficoltà rappresentano un contesto cruciale di allontanamento dai processi di delega o di rinuncia alla propria libertà e responsabilità. Analizzare tali dialoghi significa capire come e quando le conversazioni possono diventare veicolo di concrete pratiche di ascolto e di partecipazione attiva. Ne discute Marco Pino nell'articolo dal titolo Il passaggio da utente a soggetto attivo. (pp. 70-79)
Un gruppo di medici e infermieri si ritrova in formazione sul tema del lavoro in équipe. Obiettivo: scoprire quelle cinque o sei cose che rendono possibile il miracolo del lavorare insieme, cioè la trasformazione di un mix di persone in un vero e proprio corpo curante. Poiché il tempo a disposizione è limitato, la sfida di renderlo produttivo richiede alcune condizioni. Giovanni Braidi approfondisce il tema nell'articolo dal titolo Alla ricerca del clima di lavoro. (pp. 80-88)
Nella sezione finale, spazio per il dibattito sulla scuola (Andrea Canevaro), i diari degli operatori (Gianmaria Ottolini e Paola Schiavi), i viaggi fra i libri dell'educatore (Giulia Innocenti Malini) e le locande del sociale (Elena Buccoliero) (pp. 100-112).