Il Gruppo Abele si unisce a Liberainformazione nel denunciare l'ennesimo attacco informatico subito dal suo sito. Si tratta del terzo atto di questo tipo in pochi mesi.
Riportiamo il comunicato di Libera e Liberainformazione.
«Ignoti aggressori informatici, comunemente definiti hacker, ma in realtà volgari mascalzoni a visto coperto, sono penetrati oggi nel sito di Liberainformazione, il portale di Libera sull'informazione per la legalità e contro le mafie, colpendo articoli di attualità e arrecando vari danni. La firma che hanno lasciato, nel macabro segno del diavolo e della morte, allude sarcasticamente alla libertà di stampa in nome della quale è nata Liberainformazione. È la terza volta in pochi mesi, sempre a opera della stessa mano. Qualunque sia l'identità e l'obiettivo di questi mascalzoni, uno solo ne è il beneficiario: la mafia. Evidentemente il nostro impegno quotidiano dà fastidio e incute concrete preoccupazioni.
I mascalzoni non si illudano. Continueremo nel nostro lavoro e anzi lo intensificheremo. I danni saranno riparati e prenderemo più efficaci misure di protezione.
Denunciamo intanto l'accaduto alle forze di polizia, chiedendo con fermezza che siano finalmente messe in atto tutte le procedure investigative e tecniche per identificare gli autori dell'aggressione, chi li dirige, e perché.
Un grottesco "blackdevil" non ferma la ricerca di verità e giustizia».
Il Gruppo Abele aderisce all'appello rilanciato da La Tavola della Pace di fronte alla decisione del CDA della Rai di ridurre drasticamente le sedi di corrispondenza Rai nel mondo.
I timori e le proposte di Libera sulle modifiche alla legislazione antimafia
Luigi Ciotti e Leopoldo Grosso, presidente e vicepresidente del Gruppo Abele, hanno aderito all'appello sul decreto legge che prolunga la permanenza consentita nei Cie per i migranti non in regola con i documenti
Contro i tagli alle cooperative sociali, ai consorzi, alle imprese.
Don Luigi Ciotti promuove con altri esponenti del mondo del sociale, della cultura e della politica un appello alla responsabilità e alla mediazione, affinché si costruisca un'agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di società, di sviluppo e di partecipazione democratica.