
Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, era al suo secondo mandato nel piccolo comune del Cilento. Amante del mare e pescatore, aveva fatto del rispetto dell'ambiente e della legalità la sua cifra distintiva. Grazie al suo impegno sono molti i premi ottenuti da Pollica per la qualità ambientale. Ma sette colpi di pistola gli hanno tolto la vita il 6 settembre, e le indagini seguono ora la pista dell'omicidio di camorra. Un colpo inferto anche a quanti nella sua comunità lo stimavano e sostenevano il suo operato e a chi crede fermamente che un'altra Campania sia possibile.
Riportiamo il saluto e il ricordo di Peppe Ruggiero, giornalista di Liberainformazione e regista di Biùtiful cauntri, pubblicato oggi da L'Unità.
Eri per tutti il "sindaco pescatore" e non solo perché amavi andare in mare ma perché da sempre era il tuo lavoro, la tua passione. Mi raccontavi che navigavi e pescavi sin da quando avevi i pantaloni corti. E sempre ad Acciaroli. Una piccola località di mare del Cilento che con Pioppi fa parte del comune di Pollica. Il tuo rifugio. La tua casa. La tua famiglia. La tua comunità. Amministrata con cura e passione.
I tuoi occhi si illuminavano quando mi parlavi del tuo mare, dei pescherecci che all'alba ritornavano al porto. E dove tu spesso li aspettavi per salutare i pescatori e commentare con loro l'uscita. Eri felice perché con il tuo gozzo eri ritornato a navigare e pescare. Eri umile ma orgoglioso di aver regalato alla tua comunità tanti premi per la qualità ambientale.
La tua ultima scommessa era la realizzazione del porto. Una mareggiata lo aveva distrutto. Non ti eri abbattuto e avevi ricominciato da capo. Ricostruito sempre nel rispetto dell'ambiente. Eri riuscito a costruire un caffè letterario nella frazione più piccola del paese. Angelo era un uomo buono, con la passione dei pescatori. Impegnato a costruire un sogno. Sempre più bello. Bonariamente ogni qualvolta mi incontravi mi accusavi che non venivo mai a trovarti. L'ultima volta prima dell'estate ci eravamo fatti una promessa. Una bella cena a base di pesce nella tua Acciaroli. E anche questa volta non sono riuscito a mantenerla. E non potrò riparare.
Sette colpi di pistola hanno ammazzato un sogno. Non riesco ad immaginare il perché. Mai avrei immaginato che una violenza così forte, così cattiva poteva colpire la piccola comunità di Acciaroli e l'intero Cilento. In un'Italia narcotizzata, egoista e che non sa più ascoltare, tu camminavi nelle stradine del paese, incontravi e ascoltavi gli anziani, i turisti.
Avevi realizzato una vera comunità, orgogliosa e passionale. Chi ti ha conosciuto sa che non facevi sconti a nessuno. Eri un vero paladino della legalità e della verità. Ma sempre in silenzio e senza clamore. Ciao Angelo sindaco pescatore che ti piaceva sognare. Ma in Campania è difficile anche sognare. Chi sogna, muore.
Peppe Ruggiero