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Fondazione Ismu: in Italia aumentano gli sbarchi, ma la meta dei migranti è altrove

05 Nov Fondazione Ismu: in Italia aumentano gli sbarchi, ma la meta dei migranti è altrove

24181_22701_fl9_230b_ImageDa gennaio a metà ottobre 2014 si stima che siano giunti in Italia in modo irregolare quasi 150 mila migranti. Un dato più che triplicato rispetto al 2013 (43mila arrivi) e più che raddoppiato rispetto al 2011 (anno in cui venne stabilito il record precedente con 63mila ingressi). A dirlo è il XX Rapporto nazionale sulle migrazioni elaborato dalla Fondazione Ismu. Tuttavia l’Italia non è che un paese di transito: le persone che sbarcano nel nostro Paese  (prevalentemente di nazionalità siriana ed eritrea) sono diretti verso nazioni più attraenti dal punto di vista occupazionale, principalmente Svezia, Germania e Nord Europa.
L’Italia, infatti, offre ai migranti soprattutto lavori poco qualificati: stando ai dati Eurostat, il 29% degli immigrati nel nostro Paese è impiegato in un’occupazione elementare (contro il 7% degli italiani). Inoltre più di 4 stranieri su 10 sono impegnati in mansioni che richiedono competenze inferiori rispetto al titolo di studio posseduto e solo il 5% della popolazione non italiana accede a ruoli manageriali o di vertice. Anche se (e forse proprio perché) di bassa qualità, l’occupazione tra i migranti continua a mostrare segni positivi, in controtendenza rispetto al lavoro degli italiani: l’Ismu evidenzia infatti che sono 2.356.000 i migranti che hanno un lavoro (+22 mila lavoratori rispetto al 2013, su un totale stimato di migranti, bambini compresi, che è di oltre 5 milioni di persone). Nonostante per molti migranti l’Italia sia solo un punto di partenza verso la conclusione del proprio progetto migratorio, non sono poche le famiglie straniere che nascono o si ricongiungono nel nostro Paese: attualmente le famiglie composte esclusivamente da persone non italiane sono circa 1 milione e 300.000. Negli ultimi due decenni è anche decuplicata la presenza di minori passando da 61mila a 649mila unità, di cui 78mila nati nel 2013. I ricongiungimenti familiari, insieme alla crescente richiesta di lavoro nel campo della cura delle persone è responsabile del ‘sorpasso’ delle donne migranti rispetto agli uomini migranti presenti nel nostro Paese: le prime sono infatti 300 mila in più dei secondi.Col numero di migranti cresce anche il numero di permessi di soggiorno richiesti: quelli per motivi di famiglia hanno registrato un +1328%, mentre quelli di lavoro si sono fermati a +488%.In crescita anche le domande di asilo: nel 2013 ne sono state presentate 28.700 (10.480 in più rispetto al 2012), tuttavia si tratta di numeri ancora molto bassi se confrontati con quelli di Germania (109.600 domande), Francia (60.100 domande) e Svezia (54.300 richieste).A diminuire sono gli irregolari: nel 2014 la componente non in regola con i documenti è ai minimi storici (il 6% del totale, ovvero circa 300mila persone).

(valentina casciaroli)



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