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Giochi, Grosso (Gruppo Abele): Richiesta rinvio Delega fiscale non è buon segnale

20 Jan Giochi, Grosso (Gruppo Abele): Richiesta rinvio Delega fiscale non è buon segnale

20.01.2015 | Il Velino/AGV

“Continua a esserci una totale deregulation, anche sulla pubblicità, che rischia di aumentare la platea dei giocatori patologici”. Così il presidente onorario del Gruppo Abele.

“Siamo fermi al palo. La richiesta di rinvio della Delega fiscale non è un buon segnale. Noi auspicavamo che si arrivasse a una stretta e a una maggiore regolazione dei giochi e invece continua ad esserci una totale deregulation”. Lo sottolinea al Velino lo psicologo e psicoterapeuta Leopoldo Grosso, vice presidente del Gruppo Abele, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti. “I decreti sono fermi così come la partita economica del finanziamento dei Lea, che non sono stati supportati da risorse per il trattamento dei soggetti patologici – prosegue -. Al momento non ci sono buone notizie. Tutto resta sulle spalle delle associazioni e degli operatori del terzo settore”. Secondo il vice presidente del Gruppo Abele resta irrisolto anche il vulnus della pubblicità “che cerca di proporre opportunità di scommesse su tutto il territorio nazionale con varie modalità, fra cui quella televisiva è la più incisiva perché si rivolge a una platea indifferenziata di consumatori, anche quelli più indifesi e fragili. Fa un po’ ridere – ribadisce – la dicitura finale che mette in guardia sul rischio di gioco d’azzardo patologico. È una foglia di fico, una presa in giro rispetto a spot che cercano chiaramente di espandere la platea dei giocatori potenziali. E noi sappiamo, come confermano anche le ricerche, che più si espande la platea più aumentano le probabilità che qualcuno caschi nella rete della ludopatia”. L’impegno del Gruppo Abele prosegue con l’adesione alle iniziative della Campagna Mettiamoci in gioco e con l’aggiornamento della ricerca realizzata lo scorso anno il collaborazione con Auser sulla diffusione del gioco d’azzardo fra gli over 65. “Continuiamo a monitorare questo fenomeno – spiega Grosso – cercando di diffondere una maggiore consapevolezza fra gli anziani, promuovendo attività di socializzazione più sane che permettano loro di uscire dalla condizione di solitudine”. A fronte della richiesta di proroga di otto mesi della Delega fiscale l’auspicio è che si possa nel frattempo recuperare il testo unico per la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico: “Quel testo di legge conteneva tanti punti. Purtroppo è stato messo nel frigorifero e andrebbe scongelato, invece si preferisce la dilazione. Non si osa dire che si vuole il gioco d’azzardo perché nonostante sia un’economia taroccata fa parte dell’economia del paese e per questo si continua sempre a utilizzare la tecnica del rinvio”.



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