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Gioco d’azzardo in aumento tra i giovani. E il bilancio dell’azzardo italiano è primo in Europa

01 Dec Gioco d’azzardo in aumento tra i giovani. E il bilancio dell’azzardo italiano è primo in Europa

Una piaga sociale, quella del gioco d’azzardo, che non risparmia nemmeno i minorenni. A lanciare l’allarme è il Centro nazionale ricerche all’incontro organizzato dal Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) al Ministero della salute: secondo il rapporto Espad/Cnr il 38% degli studenti tra i 15 e i 17 anni – 550 mila ragazzi – ha giocato d’azzardo almeno una volta nel 2015, una cifra in crescita rispetto al 2014 (erano il 35%). Complessivamente i giovani giocatori (15-19 anni) sono aumentati nell’ultimo anno dal 39% al 42%, e il 7% di loro dichiara di giocare d’azzardo almeno quattro volte a settimana. Un dato preoccupante, dovuto, secondo il vicepresidente del Cnca Riccardo De Facci, “all’invasività del gioco e al posizionamento delle macchinette, spesso vicine a luoghi sensibili come le scuole”.
Ma non ci sono solo cattive notizie: secondo lo studio il numero degli italiani tra i 15 e i 64 anni che ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita è diminuito del 4,6% tra il 2010 e il 2014. La piaga, però, è molto lontana dall’essere debellata: gli operatori di Federserd hanno dichiarato che gli assistiti nel 2015 sono stati oltre 13 mila, di cui l’81% maschi. Il 34% sono nuovi utenti, mentre il 66% sono già stati presi in carico.
Fortunatamente, la politica è meno sorda rispetto al passato, e a Roma comincia a muoversi qualcosa: da alcune settimane il governo ha aperto una trattativa con le regioni per diminuire del 30% il numero delle macchinette in circolazione. La scadenza è quella del 2017, ma la trattativa potrebbe estendersi oltre, forse al 2019.
Nell’estate del 2013 è nato l’intergruppo parlamentare contro il gioco d’azzardo, fondato dall’onorevole Lorenzo Basso, che, assieme ad alcuni colleghi, ha dato vita alla proposta di legge 574 che ha come obiettivo il divieto di propaganda pubblicitaria “per i giochi che prevedono vincite in denaro”. “Eliminare la  pubblicità è una precondizione culturale: bisogna mettere la salvaguardia della salute al primo posto, a costo di una diminuzione delle entrate per lo Stato”, ha sostenuto durante l’incontro del Cnca l’onorevole Basso. Non sarà facile visto che il gioco d’azzardo ha generato 8,7 miliardi di introiti per lo Stato nel solo 2015.
Secondo i dati dell’Intergruppo, nel Belpaese il gioco d’azzardo fattura ogni anno circa 88 miliardi, pari a un quinto del totale mondiale – 450 miliardi. All’Italia spetta anche il triste primato europeo nel mercato del gioco d’azzardo, di cui rappresenta il 15%: nel nostro Paese ci sono 15 milioni di giocatori abituali, di cui 3 sono a rischio patologico, 800 mila le persone già patologiche. E la cifra per curarle si aggira tra i 5 e i 6 miliardi di euro all’anno.

(giacomo pellini)



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