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Giornata contro l’Hiv: in campo il Forum della società civile

02 Dec Giornata contro l’Hiv: in campo il Forum della società civile

red_ribbon (1)Nel 2010, in Italia, quasi 6 persone ogni 100mila hanno contratto il virus dell’Hiv, con un’incidenza maggiore al Centro-Nord rispetto al Sud e alle isole. L’incidenza è stata pari a 4 nuovi casi su 100mila italiani residenti e 20 nuovi casi su 100mila stranieri residenti. In pratica, quasi una persona su tre diagnosticate come Hiv positive è di nazionalità straniera. A dirlo sono i dati dell’Istituto superiore di sanità. Il trend, nel corso degli ultimi 12 anni, mostra che la maggioranza delle nuove infezioni e’ attribuibile a contatti sessuali non protetti che non vengono sufficientemente percepiti come a rischio, in particolare dalle persone di età matura, e che costituiscono l’80,7% di tutte le segnalazioni. L’Istituto superiore di sanità dice anche che oltre un terzo delle persone con con infezione da Hiv viene diagnosticato in fase già avanzata di malattia, e che dal 1996 ad oggi ben due terzi delle persone malate non hanno effettuato alcuna terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Il tutto mentre il Fondo globale per la lotta contro l’Aids (verso il quale l’Italia ha deciso di sospendere ogni contributo, caso unico nel mondo occidentale) ha annunciato pochi giorni fa lo stop a nuovi progetti per almeno due anni, paradossalmente in un momento in cui i risultati dell’estensione all’accesso alle terapie iniziavano ad essere positivi.
Da oggi, in tutto il mondo la giornata dedicata alla lotta all’Aids, il Forum della società civile italiana sull’Hiv, del quale anche il Gruppo Abele fa parte, inizierà un monitoraggio dell’attività del governo e delle istituzioni periferiche, in particolare le Regioni, sui provvedimenti presi nell’ambito della prevenzione, della cura medica, della lotta alle discriminazioni e della tutela dei diritti delle persone affette da Hiv/Aids. Pur in un momento di crisi economica infatti, con l’attenzione della politica tutta rivolta al contenimento delle spese, le associazioni impegnate sul campo sottolineano che non è possibile sacrificare un aspetto centrale come la promozione della salute pubblica e dei diritti dei malati. La descrizione dei passaggi che il Forum si propone di seguire è contenuta nella Dichiarazione di Roma, sottoscritta da oltre 100 associazioni e visibile sul sito www.dichiarazionediroma.it.

(federica grandis)



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