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Giornata europea contro la tratta. I numeri dello sfruttamento secondo Caritas e Gruppo Abele

18 Oct Giornata europea contro la tratta. I numeri dello sfruttamento secondo Caritas e Gruppo Abele

trattaIn Italia, la tratta di persone è una realtà consolidata e strutturale dei sistemi di sfruttamento sessuale,
lavorativo e a fini di accattonaggio e, in misura minore, in attività illegali come lo spaccio di sostanze stupefacenti, borseggi o furti in appartamento. Seppur presente su tutto il territorio da molti anni, non vi è stata una vera presa di coscienza collettiva, né una strategia nazionale per contrastare un fenomeno fondato sulla sistematica violazione dei diritti umani delle persone coinvolte. È forse più facile e sopportabile immaginare che forme estreme di negazione dei diritti avvengano in altri paesi, piuttosto che riconoscerle nella nostra quotidianità.
Se poi le vittime di tratta sono soggetti poco graditi e vissuti come “altro da noi” (es. prostitute, migranti irregolari, lavavetri, mendicanti, badanti), allora, è ancora più facile attivare meccanismi di distanziamento che contribuiscono, di fatto, a rendere ancora più invisibile un fenomeno che, per sua stessa natura, è sovente nascosto o celato dietro ad una esteriore ordinarietà.La prostituzione forzata in strada resta la tipologia di tratta più visibile e conosciuta, ma nel corso dell’ultimo decennio in Italia è aumentato il numero di casi di persone manipolate e sfruttate in altri ambiti lavorativi come agricoltura, pastorizia, edilizia, manifattura, lavoro di cura.

Cosa emerge dal rapporto
Nel corso del 2012, attraverso le unità di strada, gli enti che hanno partecipato all’indagine hanno effettuato 23.878 contatti, di cui 21.491 con donne e ragazze, 781 con uomini e ragazzi e 1.606 con persone transgender. Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di persone sfruttate nella prostituzione e, in misura minore, in agricoltura e nell’accattonaggio.
Dall’indagine emerge che sono cambiati l’organizzazione delle reti e dei singoli criminali e i metodi di reclutamento, controllo e sfruttamento impiegati. I luoghi di sfruttamento si sono moltiplicati in maniera esponenziale: chi è costretto a prostituirsi, ora si trova non solo sulla strada e nei classici luoghi al chiuso (appartamenti, hotel, night club), ma anche in aree di grande scorrimento e flusso (stazioni ferroviarie e della metro, terminal corriere, centri commerciali, piazzole in prossimità degli ospedali o dei luoghi di reclutamento giornaliero di manodopera immigrata etc), mentre chi è obbligato a mendicare lo fa principalmente sulle strade ma sempre più in prossimità dei centri commerciali, nelle aree di flusso e sui mezzi pubblici.
Sempre più rilevante anche il web quale punto di incontro della domanda e offerta di prestazioni sessuali, di lavori stagionali in agricoltura, di cura o di altro tipo fornite (anche) da vittime di tratta.
I clienti sono perlopiù uomini di tutte le età, le professioni e le nazionalità e le religioni. Ma anche donne che cercano altre donne, o donne madri di figli disabili che vogliono procurare loro un’esperienza sessuale.

 

 Scarica il rapporto Punto e a capo 2013



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