About Us

Giornata memoria: don Ciotti, uniamo le forze. Piantati alberi con studenti scuole quartiere zen di Palermo

21 Mar Giornata memoria: don Ciotti, uniamo le forze. Piantati alberi con studenti scuole quartiere zen di Palermo

21.03.2013 | Ansa

Palermo – – ”E’ il noi che vince, solo unendo le nostre forze si può arrivare al cambiamento; e oggi, giornata della memoria per le vittime di mafia, la sfida è trasformare il dolore in impegno”. Cosi don Luigi Ciotti ha salutato gli alunni insieme ai quali ha piantato una quercia da sughero, pianta simbolo di testardaggine e resistenza, proprio davanti alla loro scuola, la ‘Giovanni Falcone’ piu’ volte vandalizzata. L’iniziativa si chiama ‘Piantiamola!’, ed è stata promossa dal corpo Forestale dello Stato e da Libera a favore degli istituti comprensivi statali ‘Giovanni Falcone’ e ‘Leonardo Sciascia’ di Palermo, nel quartiere San Filippo Neri (ex Zen). Vi sono alberi da frutto e da macchia mediterranea, c’è l’alloro, ”simbolo di pazienza e sapienza”, ma in tutto sono 33 gli esemplari che ora circondano la scuola Falcone, 44 quelli destinate all’istituto Sciascia. Il progetto di educazione ambientale rientra tra le attivita’ in programma oggi, primo giorno di primavera e 18esima giornata della memoria e dell’impegno di Libera in ricordo delle vittime delle mafie. Nelle prime ore del mattino i ragazzi hanno letto ad alta voce uno, per uno, i nomi delle vittime di mafia, ”di chi è caduto per la nostra democrazia”, dice don Ciotti. A lui i bambini dalla materna alla scuola media , dicono: ”vorremmo una scuola colorata, piena di alberi, ma viene sempre distrutta”. Serena, 12enne dice: ”guardo spesso dalla finestra gli altri giocare, ma i miei non mi permettono di stare con loro”, un’altra sussurra: ”Vorrei che la mafia fosse sconfitta”. ”Ogni giorno lottiamo contro difficoltà di ogni tipo – spiega Roberta Sbrana, dirigente scolastica della scuola Sciascia – non si può essere noncuranti verso la scuola, vorrebbe dire dare un calcio alla mafia”. ”Etica ed estetica devono procedere insieme – ha concluso don Ciotti – dobbiamo diventare maestri di coerenza e sana inquietudine. Due giorni fa ero a Casal di Principe dove ho ricordato don Peppe Diana, parroco che voleva il bene per la sua città, ucciso come don Puglisi dalla stessa violenza che impoverisce tutti”. Agli organizzatori della manifestazione è arrivato anche un saluto da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ”un apprezzamento per l’impegno profuso”.



Facebook

Twitter

YouTube