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Giornata mondiale contro l’Aids: mantenere viva l’attenzione

30 Nov Giornata mondiale contro l’Aids: mantenere viva l’attenzione

 

Nel 2015, nel solo Piemonte 232 persone hanno scoperto di aver contratto l’Hiv. Si stima che le persone che vivono con l’Hiv nella nostra regione siano 2 su mille e il loro numero è cresciuto costantemente nell’ultimo decennio. In più di 9 casi su 10 il virus si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti. Le nuove diagnosi si osservano con frequenza maggiore tra gli uomini (75% del totale) e tra i giovani. A fornire i dati è il Seremi di Torino.

Anche a livello nazionale i dati non sono incoraggianti: nel 2014 l’Italia era al dodicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea per incidenza del virus (Coa).
Secondo l’ultimo rapporto Onu oggi nel mondo ci sono 36,7 milioni di persone (tra cui 1,8 milioni di bambini) che vivono con il virus dell’Hiv e il numero di decessi correlati all’Aids è di circa 1,1 milioni di persone l’anno (Unaids, 2016).

Per farci speigare la situazione, in questo World Aids Day 2016, abbiamo intervistato il dottor Pietro Caramello, direttore di Malattie Infettive 1 del’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, dove si è tenuta una serata dedicata al tema della formazione e prevenzione da Aids/Hiv.

IMG_7524Il Gruppo Abele è sempre stato impegnato da un lato a combattere la malattia, dall’altro l’ignoranza e lo stigma sociale che la circondavano. Lo ha fatto attraverso la prima comunità in Italia per bambini sieropositivi, con la casa-alloggio di San Vito per persone malate di Aids, e l’impegno prosegue oggi con Cascina Tario dove vengono accolte persone sieropositive con problemi di tossicodipendenza.

Quest’anno, nell’ambito della Giornata mondiale contro l’Aids, il Gruppo Abele organizza un’esposizione di lavori di Marcello Garigliano, un’artista che ha speso molti anni della sua vita come volontario in associazioni che si occupano di persone sieropositive. La mostra Trasfigurazioni è anzitutto un percorso narrativo sulle persone malate che l’artista ha riportato su carta ed oli, riuscendo a entrare in contatto con corpi feriti che non smettono però di sperare e sprigionare energia. “Per molti anni ho raccolto i drammi di queste persone e li ho tradotti in opere. Quando inaspettatamente una malattia dagli esiti imprevedibili irrompe nella tua esistenza, sai che sarà l’inquietante compagna con la quale dovrai condividere il resto dei tuoi giorni, la dovrai riconoscere ed accettare per poterci convivere e non esserne annientato”, ci ha raccontato l’artista Marcello Garigliano. “L’unico modo per esorcizzare tutto questo è far emergere da questa ferita ciò che siamo: sbranati dall’angoscia e dalla disperazione, dalla nostalgia di ciò che eravamo e che non possiamo più essere… Ma comunque vivi, capaci di amare”. Gli orizzonti imperscrutabili della sofferenza del malato emergono con forza dalle tele espressionistiche di Garigliano: “Se la società è assente, inerte e indifferente rimane solo una sorta di orrore che percorre i giorni. Proprio la società e la violenza dell’esclusione senza fine ti impone, ancora prima di morire, di smettere di reclamare il tuo diritto di esistere”.
Il 1° dicembre, in occasione del World Aids Day, Marcello Garigliano esporrà alcune delle sue opere anche presso l’ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

 

Gallery Trasfigurazioni



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