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Giustizia: don Ciotti, armi economiche derubano le persone

10 May Giustizia: don Ciotti, armi economiche derubano le persone

10.05.2014 | Ansa

Riva del Garda (Trento) – Standing ovation alla seconda giornata del congresso nazionale di Slow Food, a Riva del Garda, in Trentino, per don Luigi Ciotti. Parola chiave dell’intervento del presidente dell’associazione Libera è stata la giustizia. “C’è bisogno di giustizia nel mondo – ha affermato – con cui vincere una guerra silenziosa combattuta con armi economiche che sta derubando milioni di persone di speranza e futuro”. “Ogni minuto – ha proseguito – si spendono 3 milioni di dollari per le armi e al contempo non ci sono i soldi per difendere la dignità delle persone. In Italia abbiamo 9 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà relativa e 5 in povertà assoluta. Siamo agli ultimi posti in Europa nella dispersione scolastica, ma ai primi nella corruzione”, ha continuato, denunciando la crescente forza delle mafie che ormai contaminano gran parte della filiera agroalimentare. “Ferita, questa – ha sottolineato – che inquina economia e politica”. “Se siamo uniti – ha aggiunto – è il bene che vince perché i mafiosi non sono nessuno, la mafia è forte ma la sua forza sta fuori dall’organizzazione. Non chiamiamoci più società civile, ma società responsabile, perché non possiamo essere cittadini a intermittenza. Non stiamo a guardare, ribelliamoci. La responsabilità è la spina dorsale della democrazia e della nostra costituzione. Responsabilità come sentimento morale, che nasce dal rapporto vivo con la propria coscienza. Se rinunciamo alla responsabilità, rinunciamo alla libertà”. “Vi auguro – ha concluso – di essere eretici, perché eresia in greco significa scelta. Eretici come chi, più della verità, ama la ricerca della verità. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri e chi non si accontenta dei saperi di seconda mano. Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare la vera realizzazione. Chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza, malattie spirituali della nostra epoca”.



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