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Giustizia: don Ciotti e Libera al parlamento Ue, “Europa contro la corruzione”

09 Dec Giustizia: don Ciotti e Libera al parlamento Ue, “Europa contro la corruzione”

09.12.2014 | Agensir


Bruxelles – Un’agenda “per un’Europa contro la corruzione e il crimine organizzato”: in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, il 9 dicembre l’associazione Libera sarà a Bruxelles, presso le sale dell’Europarlamento, per lanciare la piattaforma di Restarting the Future. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, sarà al Parlamento europeo per una serie d’iniziative che vedranno coinvolti eurodeputati, esperti e rappresentanti di associazioni come Transparency International. “L’agenda europea di Libera contro mafie e corruzione – afferma l’associazione – prevede sei punti per ribadire un impegno costante in Europa sulla necessità di costruire una rete sociale e impegnata per un modello di società alternativo, solidale e responsabile”. Tra le proposte: “Ripartire dal contrasto concreto alla corruzione tramite la piattaforma di Restarting the Future, dalla proposizione di una direttiva per la tutela del whistleblowing, dal monitoraggio per l’implementazione della direttiva europea sul sequestro e la confisca dei beni al crimine organizzato, fino all’istituzione del 21 marzo come data europea per i famigliari delle vittime innocenti di tutte le mafie, sottolineando l’esigenza di istituire una Procura europea e non dimenticando i reati ambientali e il riciclaggio di denaro come problemi che attanagliano l’Ue”.
L’iniziativa del 9 dicembre “arriva alla vigilia dell’auspicata istituzione” dell’Intergruppo “per l’integrità e la trasparenza contro corruzione e crimine organizzato” presso il Parlamento europeo, già votato come prioritario da tre gruppi e che dovrebbe essere approvato definitivamente il prossimo 11 dicembre. Nell’occasione Libera presenterà il report di Restarting the future, “Blowing the Whistle on Corruption”: il punto sul ruolo dei whistleblower, ovvero coloro che denunciano casi di corruzione cui si trovano ad assistere, e “sulle proiezioni dei costi che l’Italia e tutta Europa affrontano nel non tutelare queste figure nella lotta alla corruzione”.



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