About Us

Giustizia: don Ciotti, processo breve è scandalo per la democrazia

14 Apr Giustizia: don Ciotti, processo breve è scandalo per la democrazia

14.04.2011 | Adnkronos

Roma – Il processo breve “è un ‘sequestro della giustizia. L’accertamento della verità e’ un diritto di tutti, degli accusati come delle vittime. Ma questa riforma sembra tagliata su misura di certi processi che vedono coinvolto un singolo imputato. Ciò è uno scandalo per la democrazia e un ulteriore passo verso la sua trasformazione in ‘plutocrazia’, potere del denaro sulle vite e sulle coscienze delle persone”. Lo afferma, in una nota, don Luigi Ciotti fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera. “Non voglio addentrarmi negli aspetti tecnici perchè non ne ho le competenze – aggiunge don Ciotti – ma mi sembra già molto grave che tanti familiari delle vittime siano angosciati per le ricadute della riforma sulle loro speranze di giustizia. E’ vero che la norma prevede l’eccezione per reati come mafia e terrorismo. Ma non si tiene conto ad esempio della corruzione, che della mafia è quasi sempre il terreno di coltura. E questa non è una ‘dimenticanza’, dal momento che il primo processo a decadere in virtù della riforma sulla prescrizione breve sarà il processo Mills, in cui quel singolo imputato è accusato, guarda caso, di corruzione”. “E’ dal 1999 che il nostro Paese deve ratificare la Convenzione di Strasburgo sulla corruzione – afferma ancora don Ciotti – introducendo nel codice penale il traffico di influenze illecite, la corruzione fra privati e l’autoriciclaggio. Non solo non lo si è fatto, ma si sono depenalizzati reati come il falso in bilancio e l’abuso d’ufficio che sono alla base della corruzione”.
“Per invertire questa deriva – sostiene ancora don Ciotti – non basta più indignarci. Dobbiamo ribellarci. Ribellarci eticamente e pacificamente, ma ribellarci. Se siamo arrivati a questo punto non è solo a causa di chi si è reso complice dello scempio di democrazia, chi in Parlamento ha sostenuto il falso sapendo che fosse il falso – denuncia- ma dei troppi che sono stati alla finestra silenti e con le mani in mano, sottovalutando il rischio che tutti stavamo correndo”. “La rinascita politica, economica e sociale – conclude – non può avvenire senza un risveglio generale delle coscienze, senza una ribellione etica che, nel segno della Costituzione, ridia al nostro paese la dignità e la libertà per cui tante persone si sono battute e hanno sacrificato la loro vita”.



Facebook

Twitter

YouTube