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Grandi obiettivi, piccoli risultati

20 Sep Grandi obiettivi, piccoli risultati

millenium_development_goals_smallNumeri che raccontano il calvario quotidiano di milioni di persone nel mondo che vivono senza acqua né cibo, con un reddito procapite inimmaginabile per l’occidente. E una promessa, quella di cancellare la povertà e la fame dalla Terra entro il 2015, che suona ormai irraggiungibile. Se non si assisterà a un netto cambio di marcia, non sarà infatti necessario attendere altri 5 anni per decretare il fallimento degli “Obiettivi del Millennio” solennemente annunciati nel 2000 dai leader di 189 paesi.
I dati che raccontano questo drammatico bilancio si possono riassumere in due grandi capitoli: i fondi promessi dal G8 e l’intento dichiarato dai paesi ricchi di destinare una percentuale minima del Pil agli aiuti allo sviluppo. Degli stanziamenti annunciati 5 anni fa dagli 8 “grandi” mancano all’appello ben 26 miliardi. E lo stesso vale per l’assegnazione di parte del Pil: tutti si erano ripromessi di devolvere lo 0,7%, ma solo i paesi scandinavi l’hanno davvero fatto. La media si attesta sullo 0,31%, meno della metà. E l’Italia fa anche peggio degli altri, fermandosi nel 2009 a 3,31 miliardi di dollari, pari allo 0,16 del Pil. Una quota che registra una netta diminuzione – meno 31% – rispetto ai fondi erogati nel 2005.
Le conseguenze, naturalmente, le pagano gli ultimi: i poveri del mondo. I 22mila bambini che ogni giorno muoiono di fame o per malattie collegate alla malnutrizione, il miliardo di persone che non hanno di che nutrirsi. È per questo che oggi si è aperta a New York una sessione dell’Assemblea nazionale dell’Onu che vuole provare a rilanciare gli “Obiettivi del Millennio”. Nonostante i deludenti risultati sin qui ottenuti, sul tavolo ci sono alcune proposte che, se concretizzate, lasciano aperte delle speranze. Secondo gli esperti, ad esempio, con un impegno effettivo e congiunto di tutti gli Stati sarà possibile entro il 2015 ridurre del 50% il numero di persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, e dimezzare la popolazione mondiale che non ha accesso all’acqua potabile.
Tutto rimane però legato alla volontarietà dell’azione dei paesi più ricchi. Gli “Obiettivi del Millennio” non sono infatti giuridicamente vincolanti, e la loro realizzazione è affidata alla responsabilità dei singoli Stati. Cioè, in definitiva, alla responsabilità di tutti noi cittadini.



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