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“I ripartenti” non sono mai partiti

02 Apr “I ripartenti” non sono mai partiti

Immagine 21Si chiamava “I ripartenti” il rapporto Caritas 2012, in cui si auspicava una ripresa che purtroppo, a distanza di circa un anno, non si è verificata. La causa, secondo l’organismo pastorale della Cei, è l’inadeguato sostegno a tutte quelle persone che richiedevano mezzi e strumenti per rimettersi in gioco e, appunto, ripartire.
Così, quest’anno, nel presentare l’ultimo rapporto sulla povertà e sull’esclusione sociale in Italia, Caritas ha scelto il titolo, piuttosto evocativo, “False partenze”.
I dati presenti nel rapporto si riferiscono a tutte quelle persone che nel 2013 si sono rivolte ai centri di ascolto promossi dalle Caritas. Le analisi statistiche presentate ne coinvolgono 814 dei 2.832 presenti in Italia, per un totale di oltre 135 mila persone. Un campione statisticamente non rappresentativo, ma che consente comunque alcune considerazioni interessanti.
Degli utenti che si sono rivolti ai centri di ascolto Caritas, il 61,8% sono migranti e i restanti italiani, questi ultimi più numerosi al Sud che al Nord.
Nel rapporto sono evidenziate anche le principali caratteristiche delle persone che si sono rivolte ai centri di ascolto, il loro titolo di studio e la loro condizione professionale.
I problemi per cui è stata richiesta assistenza sono principalmente: povertà (59,2%), occupazione (47,3%) e problemi abitativi (16,2%); a seguire ci sono problemi familiari, nella migrazione, di salute, di istruzione, dipendenze, giustizia, disabilità e altri problemi.
Emergono anche nuovi fenomeni e nuove forme di povertà, tra cui la crescente presenza di italiani nei centri di ascolto, in alcuni casi superiore a quella dei migranti. Inoltre, dai dati Caritas si nota con evidenza come realtà prima estranee al disagio sociale (il ceto medio) siano sempre più colpite dalle difficoltà economiche. Un altro dato negativo è che – a causa di risorse umane ed economiche ridotte – la collaborazione tra Caritas ed enti socio-assistenziali nella presa in carico delle persone che hanno bisogno di sostegno è sempre minore.
Oltre a questa fotografia del disagio sociale vissuto dal nostro Paese, il Rapporto contiene una sintesi della prima indagine a livello nazionale sulle condizioni di vita di genitori separati e inoltre una valutazione sui sette paesi più “vulnerabili” dell’UE (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda, Romania e Cipro), curato da Caritas Europa, in cui si evidenzia una comune tendenza d’impoverimento.
Dal rapporto è evidente come la situazione rispetto agli anni precedenti non sia affatto migliorata. Continua a essere debole – denuncia Caritas – la risposta delle istituzioni e, inoltre, le condizioni di povertà ed esclusione sociale sono aggravate dalle politiche di austerity e di contenimento della spesa pubblica. La logica conseguenza di tagli significativi e lineari è il progressivo indebolimento del welfare e di quegli strumenti per la protezione sociale, oggi più che mai necessari per invertire questa tendenza.

(francesco immacolato)



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