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Il matrimonio “normale” di Margherita ed Enrico

03 May Il matrimonio “normale” di Margherita ed Enrico

01.05.2011 | Repubblica.it

E’ stato Don Ciotti – presidente di Libera – ad accompagnare all’altare Margherita. Perché la sua famiglia non c’è più. Cancellata in pochi minuti il 2 aprile del 1985, in una delle tante stragi di mafia che hanno macchiato la storia recente d’Italia. Margherita ha sposato un commercialista parmigiano Enrico. Verrà a vivere qui a Parma “città che mi piace perché educata ed elegante” afferma in un’intervista al Fatto.
Oggi Margherita lavora con Libera.
Barbara – la madre – Salvatore e Giuseppe, i due fratellini gemelli di 6 anni, non potranno vedere il matrimonio di Margherita. Il 2 aprile del 1985 un agguato mafioso a Pizzolungo (Trapani) contro il giudice Carlo Palermo – rimasto illeso – stroncò quelle tre vite. Erano le 8 e 35 quando un auto imbottita di tritolo esplose, trascinando con sé anche Barbara e i due gemellini. Di loro rimasero solo frammenti. Il padre – Nunzio Asta – colpito dal lutto, si spegnerà in quello stesso anno, stroncato da un infarto. Unica superstite una ragazzina di 11 anni, Margherita. Il matrimonio di Margherita si celebrerà tra qualche giorno. Non così la giustizia. La strage di Pizzolungo rimane ancora impunita. I presunti esecutori, Gioacchino Calabrò, Vincenzo Milazzo, Filippo Melodia, condannati in primo e secondo grado, nel 1991 furono prosciolti dalla Corte di Cassazione per non avere commesso il fatto. Tra i giudici che cassarono la sentenza sedeva Corrado Carnevale, accusato nel processo Andreotti di essere un collaboratore esterno di Cosa nostra. Accusa dalla quale fu  poi prosciolto. Nel 2004 quali mandanti della strage sono stati invece condannati in primo grado Balduccio Di Maggio, Vincenzo Virga e Totò Riina.

La lettera. Ecco la lettera scritta da Marina C a Parma.Repubblica.it : “Margherita Asta ha perso 2 fratelli gemelli di 6 anni , Salvatore e Giuseppe, e la mamma, Barbara Rizzo, nell’attentato mafioso contro l’allora sostituto procuratore Carlo Palermo, avvenuto il 2 Aprile 1985 a Pizzolungo, sul mare,  vicino a Trapani.

Oggi- non so dove, ma poco importa- Margherita si sposa con un ragazzo parmigiano. E non ci sarà diretta tv come per il “royal wedding”.  Ma ci sarà Don Ciotti  –  presidente di Libera, associazione contro le mafie- che l’accompagnerà all’altare- come ne fosse il padre Nunzio Asta che non c’è più -e  che ne celebrerà le nozze. Anche questa è una notizia che dovrebbe occupare le prime pagine dei giornali  perché è una notizia bella , di speranza e di non rassegnato dolore che nasce da un passato di disperazione per quell’orrore che, in una mattina di primavera del 1985, in cui Margherita si è svegliata e tutto doveva essere normale- le fette biscottate, la scuola, il lavoro dei genitori  – ha fatto irruzione  nella sua vita e l’ha  sconvolta per sempre . In quella mattina gli arrivederci sono diventati  addii.
Ma la notizia di questo matrimonio di riaffermata speranza nei valori positivi della vita non appare sui giornali. Per conoscerne l’esistenza,  il 25 aprile di quest’anno, dovevi andare a Casa Cervi, nella assolata campagna reggiana – dove una volta abitavano i  7  figli di Alcide e Genoveffa Cervi ,  uomini integerrimi e di profonde convinzioni  democratiche che, il 28 dicembre 1943,  dopo essere stati protagonisti attivi  della Resistenza, vennero catturati e fucilati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia- e dovevi  ascoltare le parole di Don Ciotti , vibranti di passione civile ed umana. Così potevi apprendere la bella notizia di Margherita e del suo sposo di Parma. Sui giornali di ieri e di oggi , invece, si parla solo della favola di Will e Kate, del  “royal wedding” di Londra, dove lo sposo. William d’Inghilterra, sogna di volare al più presto in Afghanistan per diventare un eroe di guerra e magari, senza volere( un banale  danno collaterale) , bombardare un matrimonio afghano, perché anche là come da noi si riuniscono in molti per i matrimoni a festeggiar gli sposi  .

Delle nozze di Margherita Asta non si parla. Non fanno  notizia perché amiamo dimenticare e non ricordare la nostra storia, non amiamo ricordare una giovane mamma e i suoi due bambini che il 2 aprile del 1985 non arrivarono mai a scuola , morti  dilaniati, investiti in pieno dall’esplosione di un’autobomba che doveva uccidere un giudice impegnato ad  indagare su traffici di armi e droga. Non ci interessa sapere  –  o, meglio, non vogliono che ci interessi sapere- della vita sconvolta di una bambina che ha perso mamma e fratellini per mano di uomini allo stato rimasti sconosciuti (per l’esecuzione della strage, in primo e secondo grado, sono stati condannati Gioacchino Calabrò, Vincenzo Milazzo, Filippo Melodia. Ma la sentenza è stata cassata nel ’91 perché gli imputati non avrebbero commesso il fatto. Tra quei giudici c’era Corrado Carnevale. Nel 2004, in primo grado, sono stati condannati Balduccio Di Maggio, Vincenzo Virga e Totò Riina quali mandanti della strage), che, diventata donna,  ha trovato il coraggio per impegnarsi nell’attività dell’associazione antimafia Libera in provincia di Trapani. E che oggi si sposa con un giovane della nostra città. E questa è veramente una bellissima notizia per Parma. Grazie Margherita ed auguri da parte di chi  pensa e ricorda.

Marina C.



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