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Il Mediterraneo e gli sbarchi del 2014

06 Oct Il Mediterraneo e gli sbarchi del 2014

sbarchiFinita la stagione più calda si può tentare di leggere i numeri e comprendere il fenomeno, che in Italia si chiama emergenza, dei flussi migratori. Secondo l’Unhcr, al 24 agosto gli arrivi via mare erano stati 124.380 (nel 2013 erano stati 60mila) di cui 108.172 in Italia. Tra questi, circa 14mila sono i minori, di cui 8.600 non accompagnati. Il dato più raccapricciante non può che essere una stima: quasi 2.000 devono essere stati i decessi in questa stagione. L’operazione Mare Nostrum, con una funzione di pattugliamento e soccorso, iniziata il 18 ottobre 2013, ha contribuito a salvare la maggior parte delle persone che si sono avventurate in mare. Tuttavia, tra gli effetti ce ne sono anche di collaterali: il direttore esecutivo dell’operazione Frontex Plus, Gil Aria Fernandez, ha fatto notare come, da quando le navi della marina italiana prestano soccorso, gli scafisti, sapendo di poterne disporre, stipano i barconi di esseri umani. Molto più di quanto non facessero prima. Assumendo rischi ancora più alti.
Ma Mare Nostrum prevede una durata e quindi un termine. Da mesi il ministro Alfano e il governo italiano in blocco chiedono all’Unione europea un appoggio nella gestione dei flussi mmigratori provenienti dal Nord dell’Africa. In risposta è stata avviata Frontex Plus. Evoluzione della precedente Frontex, riformulata in una versione più “umanitaria”. Tradotta in euro: in appoggio a Mare Nostrum l’Unione europea impiegherà due milioni ottocentomila euro al mese per l’appoggio alle navi italiane, che continueranno a farsi carico delle operazioni di salvataggio. Ma la frontiera del Mediterraneo non è l’unica a destare attenzioni. La stessa Unhcr ha fatto sapere che in Libano, Giordania e Turchia ci sono circa 3 milioni di rifugiati siriani.
Nonostante Frontex Plus – che rimane un progetto ancora da definire – le tensioni europee sulla questione dell’immigrazione non si sono sciolte. Francia e Germania hanno fatto notare più volte al governo italiano come le procedure previste dal Protocollo di Dublino vengano sistematicamente aggirate nel nostro Paese. Il protocollo prevede infatti che a occuparsi dei profughi debbano essere i sistemi di accoglienza del primo Paese in cui questi sbarcano.
L’Italia è stata dunque accusata di lasciare che grandi numeri di profughi oltrepassassero le proprie frontiere in cerca di una sistemazione in altri Paesi del Nord Europa. Paesi che risultano più ambiti per la qualità dell’accoglienza e le possibilità di lavoro. Tuttavia rimane alta l’attenzione a casi di maltrattamenti e detenzione prolungata dei rifugiati nei Paesi europei più a Nord. In Italia il problema più grande sono gli sbarchi, mentre solo una percentuale di persone notevolmente ridotta richiede asilo: si stima che da gennaio 2014 siano state circa 36.000.
L’operazione Frontex Plus prenderà il via il 30 novembre. Ad oggi, il nuovo commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, si è espresso in favore di un maggiore impegno e aumento dei fondi.

(marta pellegrini)



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