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Il mondo dice no alla transfobia

19 Nov Il mondo dice no alla transfobia

candele__1_Le cifre sono impietose. La realtà inquietante. A raccontarla, sulla scorta dei numeri, è, dal 2009, il Trans Murder Monitoring, report sugli effetti della transfobia curato dal Transgender Europe. Secondo il TMM, in un solo anno, quello che va dal primo ottobre 2013 al 30 settembre 2014, sono 226 i casi accertati di transessuali uccisi per odio. E pregiudizio. Tra i 28 Paesi in cui sono stati mappati questi episodi, la maglia nera spetta al Brasile che, con 113 omicidi, precede nettamente Messico (31), Honduras (12), Stati Uniti e  Venezuela (10 in entrambi i casi). Ancor peggio va se si considerano le cifre a partire dal 2008, primo anno di cui il TMM ha a disposizione i dati: 1.612 omicidi in 62 Stati, con picchi allarmanti nel Centro e Sud America (1267 omicidi). Nel Vecchio Continente, dove ad una maggiore sensibilizzazione della società e del terzo settore non corrisponde un effettivo e univoco impegno dei governi, Transgender Europe ha stimato 90 casi. L’Europa è terza per numero di omicidi, preceduta dall’Asia (138) e seguita da Africa (9) e Oceania (4).

Dal 1999, grazie all’impegno iniziale delle comunità lgtb nordamericane, ogni 20 novembre, per ricordare queste vittime silenziose, si celebra il Transgender Day of Remembrance, giornata di riflessione e commemorazione. Un’occasione che unisce, nel nome dei diritti, centinaia di città.

A Torino, nel fine settimana 22-23 novembre, il Tdor sarà celebrato innanzitutto con una manifestazione. Sabato, la “Trans freedom march”, un corteo funebre scandito da requiem in jazz, partirà da Piazza Vittorio e si snoderà fino in piazza Castello, dove sarà data lettura dei nomi delle persone che hanno perso la vita. Domenica 23 invece, alle 14.30, al Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libertà di Corso Valdocco 4/a, si terrà un momento di riflessione pubblica, per ragionare attorno a “Le prospettive di riforma della legge 164/1982″.

Due occasioni importanti per denunciare dunque questo stillicidio tanto quotidiano quanto ignorato che miete in silenzio centinaia di vittime. Vittime della violenza, spesso dell’ignoranza, nella maggior parte casi anche del diritto mancato. L’inazione di alcuni Stati, Italia compresa, è evidente. Talmente evidente che, nel 2004, l’Ufficio Diritti della Cgil ha editato un breve opuscolo dal titolo “Transessualismo e lavoro”, per spiegare l’ovvio: la parità di diritti sul posto di lavoro.

Al Tdor aderisce anche il gruppo Abele. Saremo presenti alla marcia di sabato per sensibilizzare la comunità sulle tante violenze che troppo spesso attraversano le vite delle persone transessuali e transgender. Violenze fisiche ma anche psicologiche in famiglia, presso le istituzioni, nelle relazioni sociali, sui posti di lavoro. Storie che incontriamo presso lo Sportello Oltre, lo specchio che accoglie le persone transessuali e transgender più vulnerabili e a rischio di marginalità

(piero ferrante)

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