About Us

Immigrazione: don Ciotti al Papa, ‘salva tu i profughi’

30 Apr Immigrazione: don Ciotti al Papa, ‘salva tu i profughi’

30.04.2015 | Ansa

Roma – “Francesco, salva tu i profughi”: e’ l’appello che quattro preti ‘di prima linea’ lanciano al Papa, affinché intervenga sul problema dei profughi che arrivano in Europa e soprattutto in Italia. Il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, il missionario comboniano Alex Zanotelli, il cappellano dell’Istituto penale per minori Beccaria don Gino Rigoldi e don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità che a Milano ospita rifugiati, chiedono che il Vaticano apra un corridoio umanitario, concedendo i visti nei paesi d’origine.
L’appello arriva dalle pagine de L’Espresso in edicola domani, 1 maggio. Se la ricca Europa non apre corridoi umanitari, dicono i quattro sacerdoti, sia il Vaticano a farlo: con propri visti rilasciati attraverso le nunziature apostoliche, gli uffici diplomatici che rappresentano la Santa Sede in Africa, in Medio Oriente e nel mondo. In questo modo, i profughi che lo richiedono, eviterebbero di affidarsi ai trafficanti e potrebbero raggiungere la salvezza legalmente. Addirittura in aereo, mezzo di trasporto più sicuro e molto meno costoso di un posto su un camion del deserto e poi su un barcone: circa 500 euro contro settemila. Attraverso le ambasciate presso la Santa Sede, argomentano, i richiedenti asilo potrebbero essere poi indirizzati verso altri Stati sicuri. Per la loro ospitalità potrebbero essere sfruttati la residenza extraterritoriale di Castel Gandolfo, come era già avvenuto durante la Seconda guerra mondiale, ma anche i numerosi conventi vuoti.
“C’è bisogno in questo momento – dice padre Zanotelli – di dare una mano a tantissima gente. E il Papa continua a dirlo: dobbiamo davvero cominciare a creare una nuova coscienza di Chiesa. Questa è la miglior guerra che possiamo fare contro gli scafisti: togliere loro il pane e nel frattempo cercare una soluzione”. L’arrivo sicuro nei territori o nelle proprietà vaticane e l’eventuale ripartenza dei profughi verso altri Stati sarebbe facilitato dal fatto che la Santa Sede non ha firmato la convenzione di Dublino, che obbliga i richiedenti asilo a rimanere nel primo Paese europeo in cui sono sbarcati, ma ha sottoscritto la convenzione di Ginevra sui rifugiati.
“Sarebbe bello che il Vaticano, attraverso le nunziature apostoliche e altre strutture, si adoperasse per l’accoglienza e il riconoscimento giuridico dei profughi – scrive don Ciotti in un commento su L’Espresso che accompagna l’appello al Papa – la proposta è per molteplici ragioni condivisibile e realizzabile sotto il profilo giuridico. Ma di fronte all’enorme tragedia dell’immigrazione, non puo’ essere solo la Chiesa a levare la propria voce”.



Facebook

Twitter

YouTube