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In fiamme i terreni confiscati a Mesagne e Catania

11 Jun In fiamme i terreni confiscati a Mesagne e Catania

“In attesa dei riscontri necessari e osservando il doveroso riserbo per il lavoro delle Forze dell’Ordine e ringraziando l’impegno delle istituzioni ribadiamo con forza e determinazione che le fiamme in Puglia come quelle in Sicilia insieme alle altre forme di intimidazioni subite negli ultimi giorni non fermeranno la scelta e l’impegno del nostro percorso di restituzione alla collettività di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia”. Così ‘Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’ ha commentato gli incendi del 10 giugno a Mesagne e dell’8 giugno in contrada Casabianca località Belpasso, Catania. Nel più recente sono stati incendiati due appezzamenti coltivati a grano di 7 e 4 ettari. Solo il primo doveva fruttare almeno 200 quintali di grano, che dopo la trebbiatura sarebbe stato la base per la produzione degli ormai noti taralli di “Libera Terra”.
A Catania duemila piante di aranci e cento di olivi sono sparite in poche ore. Sei ettari di terreno recintato, che era stato confiscato al clan mafioso dei Riela. I ragazzi della cooperativa “Beppe Montana Libera Terra” hanno sporto denuncia contro ignoti alla compagnia dei carabinieri di Catania e segnalato come i primi rilevamenti facciano pensare a un’ipotesi dolosa.

I danni sono ingenti, ma è già stata lanciata una campagna di sottoscrizione per contribuire all’acquisto e alla piantumazione di nuovi arbusti, in sostituzione di quelli persi.

Il costo per ogni pianta è di 10 euro. Le coordinate bancarie del conto corrente intestato all’Associazione Ora Legale di Pisa sono: IBAN: IT 38 N 07601 14000 000003317574. Nella causale è necessario specificare la dicitura “Un arancio per Belpasso”.

Anche i giovani della cooperativa “Terre di Puglia Libera Terra” hanno presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri e in attesa di conoscere i primi risultati delle indagini ribadiscono: “Il nostro impegno per la legalità e la giustizia non subirà alcun cedimento e queste intimidazione sono la riprova del positivo che in quella terra come nel resto del Paese stiamo cercando di costruire, anche grazie alla preziosa opera di Magistratura e Forze dell’Ordine, dell’associazionismo, del mondo cattolico e di molte amministrazioni attente”.

(toni castellano)



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