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In ricordo di Mauro Rostagno, 26 anni dopo

26 Sep In ricordo di Mauro Rostagno, 26 anni dopo

Nato a Torino, giornalista e sociologo, Mauro Rostagno ha cambiato vita, più volte. Dalle proteste studentesche al 68 a Lotta Continua e poi Milano, Palermo, India e Trapani. Mille sfaccettature di una vita variopinta e colorata, interrotta dal piombo, nella notte del 26 settembre del 1988,  a Valderice in contrada Lenzi, provincia di Trapani.
Per anni, quasi 26, non si è potuto dire con esattezza chi fosse stato a premere il grilletto. Inizialmente si sono rincorse più piste, dalla vendetta interna all’universo di Lotta Continua ai contrasti nella comunità Saman, per poi puntare alla pista più accreditata, ma negata per lungo tempo: quella dell’omicidio mafioso.
Ora sappiamo che a uccidere Mauro Rostagno è stata la Mafia. Lo ha stabilito la Corte di Assise di Trapani, il 16 maggio scorso, dopo un lungo processo, al quale Libera si è costituita parte civile,  iniziato nel febbraio del 2012. La mafia trapanese, quella retta da Vincenzo Virga, capo mandamento di Cosa Nostra, condannato all’ergastolo come mandante. Sappiamo che a premere il grilletto, quella notte del 26 settembre dell’88, è stato Vito Mazzarra, infallibile killer, campione di tiro a volo e anche per lui è stata comminata la pena del carcere a vita. Sappiamo che il movente è da ricercare nell’attività giornalistica di Rostagno che dagli schermi di RTC denunciava la mafia, le sue connivenze con la politica e la massoneria. Sappiamo che Cosa Nostra ha deciso di eliminarlo, perché il suo modo di raccontare quell’angolo di Sicilia raggiungeva tutti e stava risvegliando le coscienze dei trapanesi. Un pericolo per il dominio di Cosa Nostra che ha assoldato uno dei suoi migliori killer -Vito Mazzara, appunto – per portare a termine il piano di morte.
Sappiamo anche che se ci sono voluti quasi 26 anni per arrivare ad una sentenza di primo grado è stato anche per indagini dozzinali, per miopie inspiegabili di alcuni settori delle forze dell’ordine o per veri e propri depistaggi. La volontà di impedire che la verità su Rostagno fosse fatta può trovare conferma nella trasmissione degli atti alla Procura da parte della Corte nei confronti di diversi testi, per i quali si può ipotizzare il reato di falsa testimonianza.
Sappiamo tutto questo e possiamo scriverlo, oggi 26 settembre del 2014 – 26 anni dopo quella tragica notte  – che ad uccidere Mauro Rostagno, uomo libero e giornalista di razza, è stata Cosa Nostra: Vincenzo Virga ha ordinato l’assassinio e Vito Mazzara ha premuto il grilletto.

Guarda la video-inchiesta di Libera Piemonte



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