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In silenzio contro la tortura

28 Nov In silenzio contro la tortura

Arci, Amnesty, Antigone e il Gruppo Abele lanciano per il 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, l’appello a un gesto simbolico: un minuto di silenzio per chiedere una legge contro la tortura, affinché anche l’Italia si adegui a quanto previsto dalle Nazioni Unite.

Un minuto di silenzio per chiedere una legge contro la tortura, affinché anche l’Italia si adegui a quanto previsto dalle Nazioni Unite. La tortura non può esistere senza il silenzio che la protegge.
Nella Giornata internazionale dei diritti umani, all’omertà di tutti coloro che hanno coperto crimini di tortura noi opponiamo un silenzio di pacifi ca protesta di tutti i cittadini che credono in uno Stato trasparente e non violento. Il Parlamento approvi subito una legge che introduca il delitto di tortura. Il nostro silenzio contro il silenzio delle Istituzioni.

“La tortura è un crimine contro l’umanità. Così è definita dalle Nazioni Unite e dal Consiglio d’Europa. Una persona custodita dallo Stato, quello Stato che rappresenta tutti noi, non deve mai sentirsi a rischio. La tortura in Italia non è reato. Abbiamo cinquemila norme penali che puniscono e proibiscono comportamenti di ogni tipo, ma non abbiamo il delitto di tortura nel nostro codice penale. Eppure la tortura esiste, eppure la tortura è praticata. Nessuna democrazia può ritenersi al sicuro. Tra pochi mesi l’Onu dovrà valutare la tenuta dei diritti umani nel nostro Paese. Noi continueremo incessantemente a lottare perché il diritto italiano colmi questa lacuna intollerabile. Continueremo anche a lottare perché la tortura non sia praticata mai e in nessuna circostanza. Sappiamo che nelle forze di polizia operano tantissime persone di qualità. Ci appelliamo anche a loro affinché ci aiutino a proibire la tortura dal nostro sistema giuridico e dalla nostra vita quotidiana”.

 

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