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Incontrarsi a #iocivado

02 Nov Incontrarsi a #iocivado

Il nostro incontro è avvenuto in un caldo giovedì di ottobre, accolti dalla rigogliosa natura della Val di Susa, che di lì a poco avrebbe dovuto affrontare terribili roghi da arginare. Eravamo tanti a volerci concedere il privilegio di ritagliarci dello spazio e del tempo per confrontarci intensamente e vivere giornate complesse, impegnative e ricche di sfumature emozionali. Questo campus giunto alla quinta edizione, è stato nuovamente un’occasione per aggregarci in quanto giovani più o meno sensibilizzati, più o meno informati riguardo a grandi temi delle migrazioni e delle dipendenze, diventati nostri preziosissimi leitmotiv.
Grazie all’ospitalità del personale della splendida Certosa 1515 di Avigliana, luogo di sosta e di pensiero questo campo è riuscito a toccare nel vivo davvero tutti: una grande occasione di confronto con se stessi e con gli altri.

Il primo giorno, seduti nel salone che sarebbe diventato il fulcro dei nostri incontri, ci siamo aperti e raccontati agli altri partecipanti, abbiamo potuto scoprire più a fondo la storia del Gruppo Abele e la funzione dei suoi innumerevoli servizi, per poi tornare bambini e giocando per conoscerci. Che poi l’obiettivo di questa esperienza è proprio questa: conoscere e riflettere, ma con leggerezza.
Il giorno seguente abbiamo affrontato i due grandi temi della migrazione e delle dipendenze insieme a due grandi esperti, Leopoldo Grosso e Michela Borile. Documenti e dati alla mano abbiamo interagito e ci siamo interrogati su queste due grandi tematiche per allontanarci dalla disinformazione e lasciando spazio alla curiosità. Dopo una passeggiata che ci ha condotto alla magica Sacra di San Michele, abbiamo avuto un incontro pieno di intensità con Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, che con grande passione ed entusiasmo ha ascoltato e risposto ai nostri quesiti, facendoci addentrare nella vastità della rete che collega i vari servizi e dandoci un esempio concreto della potenza dell’uomo che dà e chiede aiuto.
Al calar del sole abbiamo ascoltato con molto rispetto storie di dolore e di speranza, di tentativi, di fughe, di cadute e di impegno per risollevarsi. A raccontarcele sono state persone che attraversano tutti i giorni un certo grado di vulnerabilità: un padre con suo figlio provenienti dalla Siria, parte di una famiglia composta da undici persone che hanno beneficiato di quegli strumenti di pace che sono i corridoi umanitari e di un uomo che, affaticato da anni di tossicodipendenza, non ha perso l’ottimismo e il desiderio, un giorno, di riempire la propria vita di vita.

Il terzo giorno siamo stati accolti a cuore aperto da quattro comunità del Gruppo Abele, dove abbiamo potuto mettere letteralmente le mani in pasta e conoscere da vicino i tanti ospiti, i quali ci hanno offerto non solo dell’ottimo cibo, ma anche tanti sorrisi e tanta della loro quotidianità. Più tardi abbiamo capito il valore della determinazione affrontando un’interessante conversazione sulla tratta con Ornella Obert, passando una piacevole serata con Claudio e Simone, che ci hanno fatto scoprire la trappola che si può nascondere dietro un semplice passatempo come il gioco. La voglia di stare insieme era ancora tanta e l’ultima sera è volata tra tante risate sotto una luna splendente.

Senza nemmeno accorgercene è arrivata l’ora di sistemare i bagagli e il momento di restituire tramite parole, gesti ed emozioni  tutto ciò che questa esperienza ci ha donato. Salutata la Certosa, siamo partiti alla volta di Torino dove abbiamo potuto visitare la sede del Gruppo e conoscerne più a fondo la storia e l’utilizzo dei suoi vari spazi, per finire poi con un’ottima pizza. Questa è sempre un’esperienza intensa,che ti travolge e ti cattura, ti avvolge di sorrisi sinceri e ti rende consapevole di realtà molto spesso amare. Ogni volta ti porti nel cuore la curiosità e la voglia di scoprire, di approfondire e una sfumatura di ottimismo, poiché ti lascia la voglia di informarti e in qualsiasi modo tu lo stia facendo stai contribuendo a rendere migliore questo piccolo pezzo di Universo.

 

(chiara sciascia e francesca reitano, staff #iocivado)

 

 



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