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Indagine Coldiretti: trentenni con la paghetta, ma non tutti sono choosy

26 Feb Indagine Coldiretti: trentenni con la paghetta, ma non tutti sono choosy

Immagine 9Giovani disarmati dinanzi alla crisi, incapaci di reagire ai problemi della loro epoca e che si ritrovano, a trent’anni suonati, a chiedere la paghetta ai genitori, mamma e papà con cui condividono l’appartamento. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Coldiretti-Ixè dal titolo “Crisi: i giovani italiani e il lavoro nel 2014″, secondo la quale la metà dei ragazzi italiani, di età compresa tra i 30 e i 34 anni, vivrebbe ancora grazie all’aiuto dei familiari. L’analisi si presta però a più interpretazioni: si, perché non è chiaro se i giovani in questione siano davvero choosy,  gli “schizzinosi” bacchettati dall’ex ministro Elsa Fornero, oppure vivano malvolentieri una situazione lavorativa oggettivamente complicata, che lentamente li sta scoraggiando.

La verità probabilmente sta in mezzo e i dati della ricerca sembrano confermarlo. Pur di trovare un lavoro, infatti, molti giovani farebbero qualsiasi cosa: il pony express (36%), lo spazzino (23%), l’operatore in un call center (27%). Altro che choosy. Il 33%, a parità di paga, accetterebbe perfino di aumentare le ore di lavoro. Con tanti saluti alle lotte sindacali. Metà di loro, stremati da una ricerca che si rivela infruttuosa, sogna invece di emigrare all’estero, trovare un’occupazione e avere una vita migliore. In attesa di svoltare, la maggior parte dei giovani che vivono a casa con i genitori (il 75% degli under 34) prova a rendersi utile cucinando, facendo la spese o piccole riparazioni. Soltanto il 16%, i cosiddetti bamboccioni, non si rifà neppure il letto.

Il dato che preoccupa più di tutti riguarda la politica e la considerazione che i giovani hanno della “cosa pubblica”. Il 56% dei trentenni la considera “profondamente distante” e quasi un giovane su tre non conosce il nuovo premier Matteo Renzi. Addirittura il 5% non sa neppure chi sia il presidente della Repubblica o il Papa. C’è una buona dose di ignoranza, certamente. Ma traspare anche la triste conferma di quanto questa generazione sia distante dalle istituzioni. E senza politica, che piaccia o no, le cose non si cambiano.



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