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Indignati. Don Ciotti: “Ci saremo, ma indignarsi non basta più”

14 Oct Indignati. Don Ciotti: “Ci saremo, ma indignarsi non basta più”

14.10.2011 | Ansa

Roma – “Il 15 ottobre non sarà una giornata del no, ma del noi”, perché “indignarsi non basta più”. Lo dichiara don Luigi Ciotti dando l’adesione del Gruppo Abele alla mobilitazione di domani degli indignati. “Perché se è vero che alla base della mobilitazione, in Italia e in tanti altri Paesi, c’é l’opposizione a misure che penalizzano i poveri e i popoli, e tutelano i ricchi e i potenti, è anche vero che la maggior parte di quelli che scenderanno in piazza lo faranno con spirito propositivo. Con delle alternative in testa, da discutere e condividere, e la determinazione a spendersi in prima persona per il cambiamento. Anche quella del Gruppo Abele non vuole essere una presenza “contro”, ma soprattutto “per”. Perché di lamentarsi sono capaci tutti, di protestare, di indignarsi, ma proprio questa parola, “indignazione”, sta rischiando di diventare un po’ una moda”, è detto in una nota. “Indignarsi oggi non basta più. Bisogna provare disgusto per le ingiustizie sociali e le disuguaglianze sempre più sfacciate; disgusto per l’illegalità che sottrae miliardi alle casse pubbliche; disgusto per le teorie – e le pratiche – economiche che mettono i profitti davanti ai diritti; disgusto verso ogni tentativo di alimentare quelle “guerre fra poveri” che fanno il gioco dei disonesti e dei privilegiati, contrapponendo chi ha poco a chi non ha più nulla, italiani e stranieri, lavoratori “regolari” e precari. E’ questo disgusto la molla per agire, a partire dai nostri contesti quotidiani. E capire che ai ritardi, alle assenze e alle inadeguatezze della politica non si risponde con l’antipolitica o la rassegnazione, ma con la coerenza fra parole e fatti, aspirazioni e progetti concreti”.
“E’ così che si trasforma il “no” in “noi”, il rifiuto delle ingiustizie in impegno per costruire, insieme, giustizia, il desiderio di libertà per sé in responsabilità a promuoverla per tutti, la disperazione dei singoli nella speranza dei popoli”, ha concluso don Ciotti.



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