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Intercettazioni: don Ciotti, non mortificare l’informazione

08 Jun Intercettazioni: don Ciotti, non mortificare l’informazione

08.06.2010 | Ansa

FIRENZE – “Alcune modifiche al disegno di legge sulle intercettazioni sono state fatte, ma ancora non sono sufficienti: non deve essere mortificata la profondità dell’ informazione, perché meno informazione significa meno partecipazione e dunque meno democrazia”. Lo ha detto questo pomeriggio a Firenze il prete antimafia e fondatore dell’ associazione Libera, don Luigi Ciotti, parlando con i cronisti dopo che il sindaco Matteo Renzi, in apertura dei lavori del consiglio comunale, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Per sostenere la lotta alla mafia, ha spiegato Ciotti, “occorre impostare, al di là degli slogan, una politica di coerenza su intercettazioni, su beni confiscati, sul ruolo dell’informazione, sull’indipendenza della magistratura. E puntare sulla scuola, sull’università, sulle politiche sociali”. Poco prima, ricevendo il riconoscimento, don Ciotti, ha detto che “la cittadinanza non è stata data a me ma al gruppo Abele e a Libera: non è l’io, ma sempre il noi che vince” Quanto all’associazione da lui fondata, ha spiegato che “non è di destra, di sinistra o di centro, ma sta dalla parte della legalità, dei diritti, della giustizia, della pace e della dignità delle persone”. Nel suo intervento, il sacerdote ha anche ricordato la strage dei Georgofili ed alcuni personaggi illustri della storia fiorentina recente, come i magistrati Giampaolo Meucci e Antonino Caponnetto, padre Ernesto Balducci e don Lorenzo Milani. “Contro tutte le mafie Firenze farà la sua parte e non starà certo a guardare – ha poi detto Renzi, rivolto a don Ciotti – noi fiorentini siamo fieri ed orgogliosi di averti da oggi tra i nostri concittadini”.



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