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Istat: italiani sempre più poveri

23 May Istat: italiani sempre più poveri

Un Italiano su quattro a rischio povertà. È il dato più eclatante dell’ultimo rapporto Istat, presentato ieri alla Camera e relativo al biennio 2009-2010. I dati Istat mostrano un Paese che non cresce più, con i danni maggiori per i giovani e le donne, disoccupati o impiegati con contratti precari. Per quanto riguarda le madri, nel 2010 ben 800 mila hanno dichiarato di essere state costrette almeno una volta a lasciare il lavoro per via di una gravidanza. La disoccupazione rimane uno dei problemi maggiori: sono oltre due milioni in Italia coloro che non hanno un lavoro. A questa cifra –  mai così alta da circa 10 anni – vanno sommati i ‘Neet’, acronimo inglese che indica i Not in Education, Emplyment or Training. Sono giovani che hanno smesso di studiare, non lavorano e non fanno alcun apprendistato: il loro numero si avvicina ai 2 milioni di persone.
L’anomalia del nostro Paese rispetto agli altri Stati occidentali, che pure hanno subito la crisi del 2009 è da ricercarsi – secondo il rapporto –  nella mancata capacità di ripresa: quella italiana è l’economia europea cresciuta meno nell’intero decennio 2001-2010, con un tasso medio annuo pari allo 0,2%, contro l’1,1% dell’Unione europea mediterranea.
Impossibile, per un numero sempre maggiore di Italiani, mettere via una parte dei propri guadagni: la propensione al risparmio delle famiglie è scesa al 9,1%, il valore più basso dal 1990. E non solo: per mantenere il tenore di vita pre-crisi nonostante la riduzione del proprio potere di acquisto, in molti hanno dichiarato di aver intaccato i risparmi accumulati precedentemente.
Il settore industriale è come al solito un ottimo specchio attraverso cui leggere la situazione italiana e del suo sviluppo. L’attività produttiva di questo settore è scesa del 19% rispetto al 2007, anno di inizio della crisi.
E proprio nel momento in cui sarebbe maggiore la necessità di politiche di sostegno alle categorie in difficoltà, da chi ha perso il lavoro a chi è scivolato al di sotto della soglia di povertà, il welfare si trova a fare i conti con tagli alla spesa pubblica che aumentano di anno in anno, giustificati dalla necessità di “tirare la cinghia” in tempi di crisi economica. Se nel 2008 erano 2 miliardi 500 milioni i fondi destinati al sociale dal Governo, oggi questi sono scesi a poco più di 500 milioni.

Istat.it
(toni castellano)



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