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Istat: le famiglie italiane e la povertà

15 Jul Istat: le famiglie italiane e la povertà

Dal rapporto sulla povertà in Italia diffuso oggi dall’Istat risulta che oltre un italiano su dieci vive in condizioni di indigenza. Precisamente 8 milioni 272 mila cittadini, il 13,8% del totale, possono contare su una somma mensile al di sotto dei 992,46 euro, per due persone. Questa è la cifra minima, secondo le stime dell’Istituto, per garantire beni e servizi essenziali al mantenimento di uno standard di vita accettabile per il nucleo familiare.
La relazione è focalizzata infatti sulla situazione delle famiglie. L’11% di queste (2 milioni e 734 mila persone) si trova in condizioni di “povertà”. Ma c’è anche chi sta peggio: i 3 milioni e 129 mila italiani che vivono in uno stato definito di “povertà assoluta”, ossia molto al di sotto della soglia prima descritta. Una famiglia italiana su cinque sopravvive insomma fra mille privazioni, una su due se si restringe il campione alle famiglie con tre o più figli, residenti al Sud.
Ci sono poi i nuclei familiari che “superano” di poco l’asticella. Il 3,8% delle famiglie spende infatti mensilmente non oltre il 10% in più di quei 992 euro, ed è quindi considerato “a rischio povertà”.
Significative le diseguaglianze su base geografica: se le famiglie che possono dirsi al di fuori del problema povertà sono in totale l’81,4%, al Sud questa percentuale scende 64,1%. In Basilicata, Sicilia e Calabria si trova, nell’ordine, la quota maggiore di famiglie povere.
I dati del 2010 non sono peggiorati in misura rilevante rispetto al passato. Quel che preoccupa è la situazione di alcune tipologie di famiglie in particolare, che non riescono a risollevarsi dalla situazione di indigenza. La “povertà relativa” aumenta tra le famiglie con 5 o più componenti, soprattutto se i figli sono ancora piccoli. Altri nuclei a rischio sono quelli con la presenza di membri esterni (come i nonni), oppure con un genitore solo.
La strada più ovvia per le famiglie, quando si tratta di affrontare una cronica mancanza di risorse, è quella dei tagli sui consumi. Le “politiche di risparmio familiare” colpiscono drasticamente gli acquisti alimentari: frutta, carne, pesce, pane e formaggio. Altre spese su cui si è costretti a tagliare sono quelle per la salute: si risparmia sulla prevenzione e sulle cure. In attesa dei nuovi aumenti previsti dalla manovra economica.

(toni castellano)



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