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Italia, spiragli per l’occupazione giovanile

02 Feb Italia, spiragli per l’occupazione giovanile

lavoro_giovani_Governo_Europa“La nuova Agenzia nazionale serve per superare la frammentazione delle politiche per l’impiego, che sono indirizzate e coordinate a livello centrale, orientando i modelli di intervento, che partono dalle esperienze producono dei buoni risultati sui territori”. Per Maurizio del Conte, professore di diritto del lavoro alla Bocconi e consulente giuridico di Palazzo Chigi impegnato nella stesura del Jobs act, dunque, una delle chiavi di volta per sbloccare l’immobilismo lavorativo in cui versano, loro malgrado, migliaia di giovani, si chiama Agenzia nazionale per impiego (struttura alla quale aderiscono le Province autonome, Regioni e Stato, nella gestione di servizi di politiche attive e d’occupazione). D’altronde, stando a parole e dichiarazioni d’intenti, per il Governo Renzi, il 2015 dovrebbe essere l’anno d’uscita dall’impasse. E la svolta dovrebbe passare attraverso due step. Primo: il decreto delegato del Jobs act, con il quale l’esecutivo prevede di riesaminare le politiche attive e allo stesso tempo di realizzare proprio l’Agenzia nazionale per l’impiego. Secondo: il restyling della Youth Guarantee (ovvero uno schema che assegna ai giovani disoccupati, un’offerta di impiego, apprendistato, formazione e stage, entro 4 mesi). Qualche buon segnale per l politica e per il Paese, comunque, arriva dalle prime cifre dell’anno, lanciate da Unioncamere. Dopo molti spiragli negativi, il mese di gennaio si apre marcando un inatteso recupero nella ripresa occupazionale giovanile. I dati parlano di 40 mila reclutamenti di ruoli di media durata di qui a marzo con le aziende che inizieranno ad assumere personale under 30.
Risulta essere un buon punto di partenza, visto che, a gennaio dell’anno scorso, le stime erano 18 punti più in basso. Secondo il centro studi Datagiovani, che ha concentrato la propria ricerca sul sistema informativo Excelsior di Unioncamere, aumentano anche le offerte di lavoro destinate ai più giovani (30,3% rispetto al 28% del 2014). Da questi dati si ricavano le nuove figure più richieste dal mondo del lavoro: camerieri, cuochi, ingegneri, architetti e operai metalmeccanici. A presentare i quadri di ripresa più incoraggianti sul nostro territorio sono la Campania, la Puglia, il Nord-est, in modo particolare il Veneto, con un totale di 9 mila assunzioni pianificate. Mentre dati negativi arrivano dalla Calabria e dalla Sicilia, mostrando questa zona del Mezzogiorno come la meno favorevole a offrire nuove opportunità di impiego ai giovani. In tutti i casi, questa crescita dovrà fare i conti con la realtà. Nei prossimi mesi, toccherà capire se queste proposte, messe in campo dal governo, saranno capaci di tenere.
(deborah ferrara)



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