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La denuncia dell’Asgi: “Il sistema italiano dell’asilo verso il caos”

21 Mar La denuncia dell’Asgi: “Il sistema italiano dell’asilo verso il caos”

rifugiiMancanze, disorganizzazioni, inspiegabili silenzi. L’Asgi, associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, non fa sconti a nessuno. E parla di “evidenti, gravissime carenze rispetto alla gestione degli interventi statali di accoglienza dei rifugiati in fuga dalla Tunisia e dalle altre aree di crisi”. L’associazione chiede in una nota “il diritto di sapere per quale ragione non sono stati reperiti con prontezza nuovi posti di accoglienza, come fu fatto nel 2008 di fronte ad una situazione numericamente simile a quella attuale, individuando strutture idonee in tutto il territorio nazionale, in un’ottica di decentramento degli interventi”. Non solo: l’Asgi punta il dito anche contro il mancato utilizzo della rete dello Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati .

“Vorremmo sapere per quale ragione si è chiesto ai Comuni che aderiscono allo Sprar di allargare le disponibilità di posti e perché non si è attinto alla probabile disponibilità delle tante amministrazioni che solo alcuni mesi fa avevano chiesto di entrare nello Sprar ma la cui domanda non era stata accolta per esaurimento del fondo ordinario”. È sulla scelta del residence degli aranci di Mineo, individuato come punto di riferimento proprio in queste ultime ore, che la denuncia dell’Asgi si fa ancora più forte: “Per quale ragione si è scelto di puntare sul residence di Mineo prevedendo irrazionalmente di deportarvi richiedenti asilo già accolti nei vari centri di accoglienza per richiedenti asilo (i cosiddetti Cara) in Italia?” La motivazione ufficiale spiega che procedendo in questo modo nei Cara si libererebbero posti di accoglienza per nuovi arrivi. “E’ chiaro a tutti – spiega però l’Asgi – che in realtà si produce un gioco a somma zero, posto che con tutta evidenza tale operazione non determina alcun aumento dei posti complessivi di accoglienza del sistema asilo. Non solo: i trasferimenti forzati, che stanno avvenendo manu militari, oltre che comportare inutili ingentissime spese, pongono, come già sollevato da tutti gli enti di tutela e dall’Unhcr, rilevanti problemi di legittimità. Non si tiene minimamente conto delle condizioni di vulnerabilità psico-fisica di molti richiedenti (persone traumatizzate, vittime di tortura, disabili, famiglie con minori etc) che avevano già intrapreso percorsi di accoglienza e di cura presso i servizi socio-sanitari nei vari territori, che vengono così bruscamente interrotti”.

L’Asgi, insieme alle Acli, all’Arci, alla Caritas italiana e ad altre associazioni, sta chiedendo da giorni un incontro con il commissario straordinario per l’emergenza Caruso. “Siamo stati ignorati. E consideriamo questo silenzio del prefetto Caruso un fatto gravissimo”. “La nostra proposta – chiude la nota a firma dell’Asgi – prevede che la gestione dell’accoglienza avvenga in modo decentrato, reperendo nuovi posti su tutto il territorio nazionale, evitando le concentrazioni in Sicilia e a Mineo in particolare. Quest’area, per la sua vicinanza alla base militare di Sigonella, è la più esposta a possibili ritorsioni militari da parte del regime libico.  Chiediamo infine che le deportazioni forzate dei richiedenti asilo vengano immediatamente sospese”.

(federica grandis)



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