About Us

“La vera minaccia non è Riina ma l’assenza di politiche giuste”

30 Sep “La vera minaccia non è Riina ma l’assenza di politiche giuste”

30.09.2014 | Ansa


Roma – La ”vera minaccia” non sono le parole di Totò Riina o degli altri mafiosi ma il fatto che ”non si fanno le leggi e le politiche giuste”. Così don Luigi Ciotti ha risposto in un incontro alla stampa estera ai giornalisti che gli chiedevano se la sua vita fosse in pericolo. ”Io – ha sottolineato il fondatore di Libera – sono solo un piccolo uomo, non val la pena ammazzarmi. Possono fare fuori una persona, ma c’è un mondo che è cresciuto e cammina da solo anche senza Luigi Ciotti. Io rappresento un noi e sono qui perchè altre persone da 20 anni sono vicine a chi fa più fatica”. Ecco perchè, dice, il timore non è per la sua vita ma per quella dei ragazzi che lavorano con Libera e con le altre associazioni che gestiscono i territori confiscati alle mafie e per i poliziotti della scorta. ”Sono sinceramente preoccupato che non venga fatto del male a loro e ai ragazzi della scorta, che hanno mogli e figli – dice don Ciotti – Certo, un pò di smarrimento Totò Riina me lo ha provocato, ma noi non possiamo far altro che andare avanti per questa strada: le mafie si battono con la cultura, l’educazione e le confische dei beni”. Ed è proprio quest’ultimo tema, secondo don Ciotti, che ha provocato la reazione del boss di cosa nostra. ”Nelle intercettazioni – ha rivelato – Riina accenna anche ai beni confiscati. Significa che questa cosa lo ha infastidito molto, perchè così facendo ai mafiosi si porta via frutto della loro violenza e del loro potere”. ”Non è la prima volta che provano ad ammazzarmi – conclude – Possono distruggere la mia vita ma il lavoro andrà avanti”.

Roma – Bisogna rendere ”più veloce e aggressiva” la normativa sulla confisca dei beni alle mafie. Lo ha sottolineato in un incontro alla stampa estera don Luigi Ciotti chiedendo che la legge ”sia migliorata” perchè ”vi sono delle fragilità”. I beni vanno confiscati e restituiti alla collettività, ha ribadito, perchè ”perdere il controllo del territorio manda in bestia i mafiosi”. ”Abbiamo bisogno di più legge e meno leggi” ha aggiunto don Ciotti sottolineando che uno dei passaggi chiave è il rafforzamento dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, passandola sotto la presidenza del Consiglio. Ma ciò non basta senza l’impegno dei cittadini: ”qui c’è un nodo che non permette di voltare pagina ed è un nodo culturale, un nodo sociale e anche politico, piaccia o no, perchè mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia”. Dunque la prima riforma da fare in Italia ”è un’autoriforma delle nostre coscienze”. Don Ciotti ha poi annunciato che tra pochi giorni, sui terreni sequestrati a Matteo Messina Denaro, aprirà una nuova cooperativa. ”Ovunque sia Messina Denaro – ha concluso – non è certo contento”.



Facebook

Twitter

YouTube