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Lancio della campagna nazionale contro la corruzione “Riparte il futuro”

16 Jan Lancio della campagna nazionale contro la corruzione “Riparte il futuro”

16.01.2013 | Agenzie varie

Ansa – Roma – Cinque impegni di ‘trasparenza, integrità e responsabilità per sconfiggere la corruzione che blocca il futuro dell’Italia’. Li chiedono Libera e il Gruppo Abele a ciascun candidato alla elezioni del prossimo 24-25 febbraio con la campagna di mobilitazione ‘Riparte il futuro’. La campagna chiede ai candidati di
pubblicare via web, in modo che ogni cittadino possa tenerne conto, il proprio curriculum, reddito e patrimonio, l’eventuale presenza di conflitti di interesse, la propria situazione giudiziaria. E li impegna – da qui il braccialetto bianco con la scritta ‘#100 giorni’ simbolo della mobilitazione – nei primi cento giorni della legislatura a riformare l’articolo 416ter del codice penale, la norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso e che considera corruzione solo lo scambio di denaro, e non altre controprestazioni, come favori, raccomandazioni, facilitazioni sugli appalti. Riparte il futuro, ha spiegato don Luigi Ciotti, è dedicata ad Ambrogio Mauri, imprenditore suicida ‘vittima della corruzione’. ‘Si chiede ai candidati – ha detto il presidente di Libera – un gesto di trasparenza in modo che gli elettori possano fare le proprie valutazioni e creare un patto di cittadinanza con gli eletti’. ‘Mi sembra un atto di reciprocità – ha poi aggiunto – e di profonda trasparenze e onesta’. Lo dobbiamo al nostro paese perchè la corruzione ci ha impoverito e ci impoverisce ogni giorno: inquina i processi della politica e dell’economia e minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni’. La modifica del codice penale e’ essenziale secondo don Ciotti poichè ‘la legge votata a novembre e’ stato un passo in avanti, ma con il gioco dei poteri forti e delle lobby in Parlamento e’ stata spolpata e oggi e’ insufficiente’. Libera mette l’accento sul fatto che con quello che costa il sistema della corruzione – 60 miliardi, secondo le stime della Corte dei Conti – si potrebbero liberare le risorse necessarie per uscire dalla recessione: basterebbero 14 miliardi per completare opere fondamentali per il trasporto pubblico locale; altri 10 per la messa in sicurezza delle scuole, 2,5 per il restauro idrogeologico del paese; 20 miliardi coprirebbero l’attuale costo degli ammortizzatori sociali; 4 eviterebbero l’Imu sulla prima casa e 3 miliardi per costruire 10 ospedali modello.

Ansa – Roma – ‘Ho letto certi nomi… Se venissero confermati, ancora una volta sarebbe un brutto segnale per il Paese’. Cosi’ don Luigi Ciotti, presidente di Libera, risponde ad una domanda sui nomi finora trapelati nelle liste elettorali alle prossime elezioni politiche. Presentando un’iniziativa di Libera per la trasparenza in campagna elettorale, don Ciotti ha evidenziato che ‘c’e’ ancora una volta distanza tra le affermazione e i fatti. Si continua a prendere in giro i cittadini’.

AdnKronos – Roma – Secondo le stime della Corte dei Conti, la corruzione costa al sistema Italia 60 miliardi di euro l’anno, quanto basterebbe per pagare gli interessi annuali sul debito pubblico italiano. Numeri alla mano, i cittadini che aderiscono a “Riparte il futuro” (www.riparteilfuturo.it), la campagna promossa da Libera e dal Gruppo Abele, chiedono ai candidati al Parlamento cinque impegni stringenti: mettere in rete il curriculum vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti di interesse e la situazione giudiziaria. E li impegna a riformare, nei primi 100 giorni della legislatura, l’articolo 416 ter del Codice Penale, norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso e che considera corruzione soltanto il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore, trascurando altre controprestazioni essenziali: favori, raccomandazioni, informazioni privilegiate su appalti in cambio di voti, garanzie dalla repressione. Il 15 marzo, in occasione della prima seduta del Parlamento, a distinguere chi avra’ sposato la causa da chi non ha aderito, sara’ il braccialetto della campagna, in gomma bianca con la scritta ‘#100 giorni’ in verde. “Per tutti coloro che hanno perso la vita o la speranza, schiacciati dalla corruzione, siamo qui a ribadire ancora una volta che oggi riparte il futuro, un futuro da coltivare come dobbiamo coltivare la speranza”, dichiara don Luigi Ciotti presentando la campagna che, sottolinea, “vuole vedere protagonisti quei cittadini che vogliono monitorare e decidere consapevolmente, pretendendo dalla politica di essere politica vera”.

AdnKronos – Roma – “La corruzione inquina i processi della poitica e dell’economia, minaccia il prestigio e la credibilita’ delle istituzioni, sottrae risorse alla comunita’, corrode il senso civico e la cultura della democrazia. La corruzione – aggiunge Ciotti – impoversisce tutti”. Il riferimento e’ a quei 60 miliardi di euro l’anno stimati come costo della corruzione in Italia, una cifra troppo alta soprattutto se si pensa che basterebbero meno di 14 miliardi per completare opere fondamentali per il trasporto pubblico; 10 miliardi per completare la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici; 2,5 per avviare il restauro idrogeologico del Paese; 20 per coprire l’attuale costo degli ammortizzatori sociali; poco meno di 4 per evitare l’Imu sulla prima casa. La corruzione, inoltre, mina l’affidabilita’ del Paese: secondo l’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, l’afflusso medio di capitali stranieri tra il 2004 e il 2008 in percentuale sul Pil, in Italia e’ stato dell’1,38% mentre in Francia, nel medesimo periodo, e’ stato del 3,88%. Uno ‘spread’ del 2,5% che corrisponde a un ammontare superiore a 40 miliardi. In più, nei Paesi dove la percezione della corruzione è più alta (e l’Italia e’ al 72esimo posto su 174 Paesi nella classifica di Transparency International), “anche la disoccupazione aumenta, ci sono meno fondi per la ricerca e lo sviluppo, faticano a nascere nuove imprese, i servizi pubblici sono inefficienti, gli investimenti stranieri scarseggiano, le diseguaglianze economiche e sociali sono fortissime”, spiega Leonardo Ferrante del Gruppo Abele. E mentre in Francia, Spagna e Germania ci sono norme che chiedono a chi viene eletto la totale trasparenza, in Italia solo il 40% dei parlamentari ha autorizzato la pubblicazione online della propria dichiarazione dei redditi.

Asca – Roma – Una ‘mobilitazione digitale’ per chiedere ai partiti liste pulite e che si impegnino in un’opera di ‘trasparenza, integrità e responsabilità’ nelle candidature al prossimo Parlamento. A lanciare la campagna di mobilitazione digitale contro la corruzione, unica in Europa a questi livelli, e’ l’associazione antimafia Libera ed il Gruppo Abele di Torino che ha presentato l’iniziativa stamane a Roma alla presenza di Don Luigi Ciotti. Sono cinque gli impegni che Libera chiede ai futuri candidati: quello di mettere in rete il proprio curriculum vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti di interesse, la propria situazione giudiziaria ed, infine, l’impegno a riformare nei primi cento giorni della nuova legislatura l’art.416 ter del codice penale sullo scambio elettorale, allargandolo non solo al passaggio di denaro ma anche a favori e raccomandazioni. ‘Oltre ad essere una battaglia di civilta’ – ha detto Don Ciotti – che vuol far ripartire le migliori energie del paese e della buona politica, la campagna vuole essere uno strumento diverso, aperto alla partecipazione di tutti, senza colore ne’ partito. La corruzione – ha poi ricordato il sacerdote antimafia – influisce sulle vite di ciascuno di noi a tal punto da essere tra le cause più importanti della stessa disoccupazione giovanile’.

Asca – Roma – ‘Ho letto dei nomi di candidati alle prossime elezioni e, se fossero confermati, sarebbe certamente un brutto segno per il paese’. A lanciare l’allarme ‘liste pulite’ e contro la corruzione in politica e’ stato stamane il fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, che ha presentato l’iniziativa dell’associazione antimafia per la trasparenza delle liste elettorali. Secondo don Ciotti, anche in questa ultima tornata elettorale ‘c’è ancora distanza tra affermazioni e fatti concreti in tema di anti-corruzione nella vita politica. Insomma – ha detto – ci continuano a prendere per il naso. Tutti parlano di verità, trasparenza e democrazia ma, ci si rende conto, che spesso sono parole rivestite di altri sensi. La nostra iniziativa di mobilitazione vuole essere uno strumento per contarsi e ‘graffiare’ le coscienze perchè il problema, non sono solo mafiosi e corrotti, ma anche noi come italiani che non riusciamo a voltare pagina’.

Agi – Roma – “Ho letto certi nomi, se venissero confermati sarebbe un brutto segno per il Paese”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in riferimento all’eventuale presenza di diversi indagati nelle liste di alcuni partiti politici. “Ancora una volta – ha aggiunto don Ciotti – va denunciata la distanza tra le affermazioni e i fatti: si continuano a prendere in giro i cittadini rivestendo di contenuti diversi parole come trasparenza, legalità e democrazia. Ma alla fine il vero problema non sono quelli che finiscono nelle liste, siamo noi che non riusciamo a voltar pagina”. 



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