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L’associazione Antigone sulla trasformazione in legge del decreto carceri

02 Aug L’associazione Antigone sulla trasformazione in legge del decreto carceri

Immagine 6“Quando lo stato viola la dignità umana di qualunque persona, è legittimo che debba essere risarcita”. Sono queste le prime dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone, dopo la trasformazione in legge del decreto carceri. “Si tratta di una legge importante – prosegue Gonnella – che prevede un risarcimento per chi ha subito un trattamento inumano e degradante. Speriamo serva anche a fare in modo che in futuro non si ritorni ad una situazione di sovraffollamento ingestibile”. “La stagione delle riforme ora non deve chiudersi. Basta poco perché si torni ad una situazione grave che metta a rischio i diritti dei detenuti”. “Ricordiamo che sono ancora migliaia le persone in più nelle carceri rispetto ai posti disponibili, per questo – conclude il presidente di Antigone – è importante che, ad esempio in materia di droghe, si facciano passi avanti in direzione di una legge meno punitiva”.
Già nei giorni scorsi Antigone aveva predisposto dei modelli per la presentazione delle istanze di ricorso per chi ha subito un trattamento inumano e degradante (così come previsto dall’art.3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) perché costretto a vivere in una cella con meno di 3 mq. di spazio. I ricorsi possono essere presentati sia da chi è ancora detenuto sia da ex detenuti. Ricordiamo che la legge prevede uno sconto di pena di un giorno ogni dieci scontati in celle con meno di 3 mq. di spazio e un risarcimento di 8 euro al giorno per chi non è più in stato di detenzione. Nei modelli di ricorso presentati da Antigone c’è anche quello diretto ad ottenere l’interruzione dello stato di detenzione inumana e degradante per questioni legate al sovraffollamento, laddove attualmente esistente.

I modelli sono disponibili sul sito: Associazioneantigone.it



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