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Lavoro e immigrazione. Una possibilità per uscire dal nero

14 Sep Lavoro e immigrazione. Una possibilità per uscire dal nero

Immagine 15Un mese per emergere dal nero. Grazie al dlgs n.109/2012, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è possibile per i datori di lavoro regolarizzare la posizione delle persone extracomunitarie alle proprie dipendenze con un versamento forfettario di € 1000, più spese accessorie quali bolli o contributi, se previsti. Un’occasione, per il datore di lavoro, di dichiarare il proprio dipendente non solo per lavori domestici, ma anche lavori generali, soprattutto nel campo dell’edilizia e agricoltura. Un’opportunità anche per il lavoratore, il quale può presentare la domanda anche se a suo carico è stato emesso un decreto di espulsione oppure il suo permesso di soggiorno sia scaduto.
Dal 15 settembre al 15 ottobre, infatti, datore e lavoratore possono insieme far emergere la loro posizione di rispettivo accordo di lavoro stipulato in nero da un minimo di sei mesi, trasformandolo in un vero e proprio contratto di lavoro con rispettivi vantaggi: il datore di lavoro non dovrà farsi carico di sanzioni e il lavoratore non rischierà il decreto di espulsione dal nostro Paese.
Una nota che va a sfavore del lavoratore straniero risiede nel provare presso gli uffici pubblici di competenza di essere nel territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 o anche prima, tramite atti scritti. Un impegno che, a detta del Responsabile del Centro Lavoratori Stranieri della Cgil, Bruno Carrà, potranno assolvere solo due stranieri su dieci, perché il regime di prova consiste nell’accertamento che lo straniero abbia usufruito, ad esempio, di cure presso un ospedale o che abbia avuto problemi con la giustizia (verbali di accertamento).
Nonostante questa criticità, si spera che la sanatoria possa avere un raggio di azione più ampio possibile: si stima che il numero di lavoratori che ne potrebbero beneficiare siano circa 500 mila.

Requisiti del datore di lavoro per poter presentare la domanda di emersione
– avere un reddito annuo di minimo € 30.000 se il lavoro in questione non è domestico;
– avere un reddito annuo di minimo € 20.000 se è un lavoro domestico e il nucleo familiare è composto solo da una persona con reddito e di € 27.000 se il nucleo familiare è composto da più conviventi percettori di reddito, o non conviventi entro il secondo grado di parentela. Da questo requisito è escluso il datore di lavoro portatore di handicap;
– non essere stato condannato entro i 5 anni, anche con una sentenza non definitiva, per reati quali favoreggiamento all’immigrazione clandestina, tratta e sfruttamento della prostituzione e dei minori, caporalato o per aver fatto lavorare immigrati senza il permesso di soggiorno o aver fatto precedentemente domanda di regolarizzazione o flussi senza poi assumere un lavoratore.


Requisiti del lavoratore straniero extracomunitario
– essere presenti sul territorio nazionale da minimo il 31 dicembre 2011;
– rientrano nei requisiti anche quegli individui con a carico un provvedimento di espulsione o i quali il permesso di soggiorno sia scaduto;
– non rientrano nei requisiti coloro che sono stati espulsi per problemi di ordine pubblico, sicurezza dello Stato, o condannati (anche con sentenza non definitiva) per reati all’articolo 380 del Codice di Procedura Penale;
– non rientrano nei requisiti coloro che sono stati espulsi da uno dei Paesi dell’area Schengen.

La prassi per far emergere il lavoratore straniero

– dal 7 settembre 2012 versamento tramite modello F24 del contributo di € 1000;
– dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 presentazione della domanda di emersione per via telematica;
– verifica di regolarità dei requisiti presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione;
– se i requisiti sono rispettati, lo Sportello Unico per l’Immigrazione convoca lavoratore e datore per la firma del contratto di soggiorno e per la presentazione di richiesta del permesso di soggiorno;
– contestualmente alla firma del contratto di soggiorno il lavoratore deve comunicare l’assunzione al Centro per l’Impiego per un lavoro non domestico, all’Inps per il lavoro domestico.

Per la città di Torino, maggiori informazioni possono essere richieste presso:
Sportello Unico per l’immigrazione
via del Carmine 12 – Torino
sportellounico.pref_torino@interno.it
Telefono: 011/5221477 – 011/5221438 – 011/5221439
Fax: 011/5221413
Orari di ricevimento:
Dal lunedì al mercoledì dalle ore 9 alle 11,30

Sportello assistenza immigrati Torino (USB)
via Marconi, 34 piano 1 (citofonare USB)
Telefono: 011 655 454
Orari di ricevimento:
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e  dalle 14 alle 17
Sabato: ore 9 – 13



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